Al Congresso nazionale Simfer di Napoli abbiamo incontrato Levent Özçakar (Ankara, Turchia, nella foto con il presidente Simfer Giovanni Iolascon), Vice Presidente della International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM), che ha tenuto una seguita relazione intitolata Pitfalls in musculoskeletal US-guided procedures and approaches for the interventional ultrasound training. A margine del suo intervento, Özçakar ha condiviso con noi alcune riflessioni sul ruolo dell’ecografia nella pratica clinica e formativa della medicina fisica e riabilitativa.
«È un grande piacere e un onore essere di nuovo in Italia» ha esordito, ringraziando Simfer per l’invito e per l’eccellente organizzazione del Congresso. «È la mia prima volta a un Congresso Simfer e mi è piaciuto moltissimo: un evento di alto livello e un’ottima occasione per rivedere cari amici».
Il cuore della sua relazione è stato l’approccio integrato all’ecografia muscoloscheletrica. Özçakar ha ricordato come non sia possibile separare il versante diagnostico da quello interventistico: «Il mio argomento era, ovviamente, gli ultrasuoni: ultrasuoni, ultrasuoni. Ho cercato di riassumere le principali insidie e di mostrare come migliorare la tecnica e superare le difficoltà durante le procedure ecoguidate».
Il punto centrale, anche dopo venticinque anni di esperienza, rimane uno: tutto parte dalla possibilità di vedere. «Una volta che vediamo le cose, crediamo nelle lamentele dei nostri pazienti. E quando le vediamo possiamo valutarle, quantificarle, qualificarle. E infine, quando le vediamo, possiamo davvero accedervi. Questa è la filosofia dell’ecografia interventistica».
Riassumendo con un sorriso, ha concluso: «Se dovessi dirlo in una parola: ecografia. Non Roma, non Napoli, non Turchia».

