I farmaci in riabilitazione: a Desenzano del Garda due giornate per integrare evidenze, clinica e personalizzazione della cura

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Nel lavoro quotidiano del medico fisiatra ci sono decisioni che, pur sembrando consolidate, chiedono continuamente di essere rimesse a fuoco. Una di queste riguarda l’uso dei farmaci nel percorso riabilitativo: non un elemento accessorio, ma una componente che, quando è impiegata in modo appropriato, consapevole e personalizzato, può incidere in maniera significativa sugli esiti funzionali e sulla qualità di vita della persona con disabilità.

Da questa consapevolezza nasce il Corso nazionale di aggiornamento Simfer “I farmaci in riabilitazione”, in programma a Desenzano del Garda il 5 e 6 giugno 2026, presso l’Hotel Acquaviva del Garda. Presidenza affidata a Federico Giarda, Alessandro Picelli e Lisa Berti, con responsabilità scientifica di Aristide Gravina, Ernesto Andreoli e Serena Monteleone.

Trovi qui i link per il programma e l’iscrizione.

L’appuntamento si propone come un’occasione di confronto particolarmente rilevante per i professionisti della Medicina fisica e riabilitativa, chiamati ogni giorno a tenere insieme visione clinica complessiva, appropriatezza prescrittiva, attenzione alla fragilità del paziente e aggiornamento continuo sulle evidenze. Il razionale del corso sottolinea infatti come l’integrazione tra intervento riabilitativo e trattamento farmacologico rappresenti un elemento strategico per ottimizzare il recupero funzionale, controllare il dolore, gestire la spasticità, modulare i processi infiammatori e sostenere i meccanismi di neuroplasticità e il metabolismo osseo-muscolare.

Il programma sviluppa questo tema lungo un percorso articolato, che accompagna i partecipanti dentro alcuni dei nodi più concreti della pratica clinica. La prima giornata si apre con due workshop non ECM dedicati alla terapia infiltrativa intra-articolare e al trattamento focale della spasticità con tossina botulinica, per poi entrare nel cuore del corso con una sessione sulla terapia farmacologica nel soggetto con disabilità di origine centrale. Qui troveranno spazio temi come il trattamento sistemico e focale della spasticità, la gestione del paziente neuro-oncologico, i farmaci che possono influenzare il recupero e la gestione farmacologica di alvo e vescica neurogeni.

A seguire, il programma allarga lo sguardo ad ambiti che interrogano sempre più da vicino la pratica riabilitativa contemporanea: riabilitazione pediatrica, medicina di genere, terapia farmacologica nel paziente disfagico, interazioni tra farmaci e profili medico-legali. È una scelta che restituisce bene il senso dell’iniziativa: non un aggiornamento settoriale, ma una riflessione ampia sul modo in cui la farmacologia entra, oggi, nel progetto riabilitativo individuale.

La seconda giornata sarà dedicata in particolare a tre grandi capitoli clinici. Il primo riguarda la gestione farmacologica del dolore, con relazioni su analgesici oppioidi e non oppioidi, antinfiammatori, dolore neuropatico, miorilassanti, linee guida nel trattamento della lombalgia e abuso farmacologico. Il secondo affronta il tema della nutraceutica, interrogandosi con approccio critico sul rapporto tra evidenze, aspettative e applicazioni nella pratica. Il terzo entra nel campo del metabolismo osteo-muscolare, con focus su sarcopenia, rischio farmacologico di osteoporosi, calcio e vitamina D, edema osseo, terapie antiriassorbitive e nuove opzioni terapeutiche, fino alla tavola rotonda conclusiva dedicata all’integrazione della terapia farmacologica nel PRI.

È proprio quest’ultimo passaggio a offrire forse la chiave più interessante del corso. Il tema non è soltanto conoscere “quali farmaci usare”, ma comprendere come inserirli con rigore e misura dentro un progetto riabilitativo realmente personalizzato, soprattutto nei pazienti fragili e in polifarmacoterapia, dove il bilanciamento tra efficacia e sicurezza diventa più delicato e decisivo. Il razionale evidenzia infatti la necessità di un approccio critico fondato su valutazione multidimensionale, stratificazione del rischio e revisione periodica della terapia, in piena coerenza con i principi della evidence-based medicine.

Il corso è accreditato con 7,7 crediti ECM ed è rivolto a medici di tutte le specialità, infermieri, fisioterapisti, terapisti occupazionali, psicologi, logopedisti e tecnici ortopedici. Le quote di iscrizione prevedono tariffe differenziate per soci Simfer, non soci e specializzandi.

In un tempo in cui la complessità clinica chiede sempre meno automatismi e sempre più capacità di integrazione, l’appuntamento di Desenzano del Garda si presenta come un momento utile per tornare a interrogare la farmacologia non in astratto, ma dentro la concretezza del percorso riabilitativo: lì dove ogni scelta terapeutica, per essere davvero efficace, deve incontrare la persona, la sua fragilità, le sue risorse e gli obiettivi del suo recupero.