Caviglia, movimento e riabilitazione: il racconto di Andrea Bernetti a Uno Mattina su Rai 1

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Il 2 aprile, nello studio di Uno Mattina su Rai 1, si è parlato di un gesto quotidiano che tutti conosciamo bene: fare un passo. Basta però un attimo – una scala scesa male, una corsa improvvisa, un movimento distratto – perché quel gesto diventi dolore. Da qui è partita la conversazione con Andrea Bernetti, segretario generale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, ospite insieme al conduttore Massimiliano Ossini e al nutrizionista Mauro Mario Mariani.

Bernetti ha iniziato da un’immagine semplice ma efficace: piede e caviglia sono un capolavoro di ingegneria biomeccanica, capaci di sostenere il peso del corpo e di accompagnare ogni nostro movimento. «È un sistema straordinario, ma proprio per questo è anche molto esposto a sollecitazioni e traumi», ha spiegato. Non solo traumi improvvisi, come la classica distorsione, ma anche una lunga serie di disturbi più silenziosi e progressivi, legati al sovraccarico, alla sedentarietà o a piccoli microtraumi ripetuti nel tempo. È qui che nascono condizioni diffuse come la tendinopatia achillea o la fascite plantare, spesso sottovalutate ma in grado di incidere profondamente sulla vita quotidiana.

Nel dialogo in studio, il passaggio dalla descrizione del problema alla sua comprensione clinica è stato naturale. Bernetti ha mostrato come oggi sia possibile “vedere” davvero cosa accade all’interno del corpo grazie all’ecografia muscolo-scheletrica, uno strumento non invasivo che permette di osservare in tempo reale tendini e strutture, anche durante il movimento. «Ci consente di fare diagnosi, prognosi e impostare una terapia mirata», ha sottolineato, evidenziando il valore di una valutazione precisa e dinamica.

Ed è proprio nella fase terapeutica che emerge con chiarezza il contributo specifico della medicina riabilitativa. Bernetti ha accompagnato il pubblico dentro il mondo delle terapie fisiche strumentali, mostrando come il freddo controllato, il calore e la luce laser possano diventare strumenti precisi, capaci di agire in profondità e di sostenere i processi di recupero. Non si tratta di semplici applicazioni esterne, ma di interventi che dialogano con i tessuti, favorendo il drenaggio, riducendo l’infiammazione e stimolando l’energia cellulare.

In questo contesto si inserisce anche un risultato che segna un punto di svolta per la disciplina. Durante la trasmissione, Bernetti ha ricordato che la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa ha pubblicato la prima linea guida mondiale sull’utilizzo delle terapie fisiche strumentali nel dolore muscolo-scheletrico: «Siamo il primo Paese al mondo ad averlo fatto». Un primato che non è solo motivo di orgoglio, ma testimonia il ruolo della ricerca italiana nel definire standard di cura riconosciuti a livello internazionale.

La conversazione si è poi allargata, mostrando come il recupero non sia mai il risultato di un singolo intervento. Accanto alle tecnologie e alle competenze cliniche, entrano in gioco lo stile di vita, l’attività fisica, l’alimentazione, la capacità stessa della persona di prendersi cura del proprio corpo. È un approccio integrato, in cui ogni elemento contribuisce a ristabilire un equilibrio compromesso.

Nel clima leggero ma attento della trasmissione, il messaggio che è arrivato al pubblico è stato chiaro: dietro un gesto semplice come camminare c’è una complessità straordinaria, e prendersene cura significa riconoscere il valore della riabilitazione come parte essenziale della salute. Anche in questo, il contributo della Simfer continua a essere un punto di riferimento per la comunità scientifica e per i cittadini.

Rivedi la puntata del 2 aprile di Uno Mattina.