UniPRM e il futuro accademico europeo della Fisiatria: parla Stefano Negrini

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

All’interno del 53° Congresso Nazionale SIMFER di Napoli, un momento di grande respiro istituzionale è stato offerto dalla “Sessione internazionale” svoltasi mercoledì 26 novembre. In questa prestigiosa cornice, Stefano Negrini, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università degli Studi di Milano, direttore del Laboratorio di Riabilitazione Evidence Based dell’IRCCS Ospedale Galeazzi–Sant’Ambrogio, già direttore di Cochrane Rehabilitation, Functioning, and Disability e direttore scientifico di ISICO (Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale), ha presentato la neonata Organizzazione Europea della Medicina Fisica e Riabilitativa Universitaria (UniPRM). Ai nostri microfoni, il Professore ha approfondito gli obiettivi e le sfide di questa nuova importante iniziativa, destinata a plasmare il futuro della specialità a livello continentale.

La sfida accademica in Europa: colmare il divario

La UniPRM è un’organizzazione nata proprio quest’anno, che vedrà la sua definitiva stabilizzazione nel corso del prossimo anno. Il suo scopo principale è quello di sostenere e facilitare la crescita dei professori di fisiatria in tutta Europa. Negrini ha messo in luce una profonda disomogeneità accademica tra i vari Paesi europei: l’Italia si distingue come un’eccellenza, potendo vantare circa un centinaio di professori in medicina fisica e riabilitativa. Al contrario, nazioni centrali come l’Inghilterra ne contano soltanto due, mentre in Germania non è attualmente presente nemmeno un professore della specialità.

L’impatto sulla formazione clinica e sul lavoro in team

Questa grave sottorappresentazione all’interno dei contesti universitari europei genera criticità a cascata sull’intero sistema salute. Come spiegato da Negrini, l’assenza di docenti universitari impedisce di formare adeguatamente i futuri medici sui concetti chiave della riabilitazione, del functioning e della disabilità. Questa lacuna conoscitiva si traduce in una successiva difficoltà, da parte dei colleghi di altre branche, a collaborare e interfacciarsi in modo sinergico con i fisiatri. Una simile mancanza di basi si riflette negativamente anche sui fisioterapisti, che rischiano di crescere senza una formazione formale che li educhi al lavoro all’interno di un team multiprofessionale.

Una leadership europea a forte trazione italiana “Lavorare per i professori in Europa significa lavorare per il futuro della nostra specialità”, ha ribadito il Prof. Negrini. In questo ambizioso progetto, l’Italia sta assumendo un ruolo di guida assoluta: la compagine italiana è infatti la più numerosa all’interno della neonata organizzazione, seguita da vicino da quella francese.

In attesa delle prime formali votazioni, il founding board della UniPRM riflette pienamente questa eccellenza italiana. Ai vertici troviamo infatti Stefano Negrini in qualità di Presidente, Francesca Gimigliano come Chair of the Council e Alessandro Picelli con il ruolo di Segretario.

“Stay tuned”, è l’invito finale del Prof. Negrini: il prossimo futuro porterà nuovi decisivi aggiornamenti su questa iniziativa strategica, su cui si fondano le basi per la crescita scientifica e accademica della riabilitazione in Europa.