Al Congresso Simfer di Napoli il prof. Pierluca Zangani è intervienuto sul fenomeno in costante aumento delle vertenze giudiziarie e l’impatto della medicina difensiva (positiva e negativa) nella pratica quotidiana del fisiatra.
Il costante incremento delle vertenze giudiziarie, sia in sede penale che civile, nei confronti dei medici e delle strutture sanitarie rappresenta oggi una delle principali fonti di preoccupazione per l’intera categoria professionale. Questo scenario, che non risparmia lo specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione, condiziona inevitabilmente l’attività clinica quotidiana, alimentando il complesso fenomeno della cosiddetta medicina difensiva.
L’argomento è stato al centro del “Meet the Professor Lunchbox” intitolato “Problematiche medico-legali in riabilitazione”, svoltosi lunedì 24 novembre dalle ore 13:00 alle 14:00 nella Sala Agave-Perseide, durante il Congresso Nazionale Simfer 2025 di Napoli. A guidare la sessione è stato il prof. Pierluca Zangani, medico legale, professore associato di Medicina Legale e delle Assicurazioni ed esperto nel campo della responsabilità professionale medica.
Medicina difensiva positiva e negativa: i rischi per l’appropriatezza
Il Prof. Zangani ha delineato l’attuale quadro normativo e ha fatto il punto sulle riforme attese in Parlamento volte a porre un freno al contenzioso medico-legale. Entrando nel dettaglio dell’attività sanitaria, ha analizzato le due facce della medicina difensiva:
- Medicina difensiva positiva: si traduce in una tendenza all’iper-prescrizione. Il medico, per tutelarsi da possibili future contestazioni (es. la lamentela del paziente di non aver ricevuto abbastanza cicli di fisioterapia o trattamenti riabilitativi), prescrive esami o terapie non rigidamente indicati dal quadro clinico. Questo atteggiamento rischia tuttavia di generare più effetti negativi che benefici.
- Medicina difensiva negativa: si manifesta invece nel tentativo di evitare l’assunzione in carico di pazienti considerati “a rischio”, nei quali cioè la probabilità di un insuccesso terapeutico risulta fisiologicamente più elevata.
La raccomandazione per lo specialista in MFR
Come contrastare questa deriva salvaguardando l’alleanza terapeutica con il paziente? La ricetta indicata dal Prof. Zangani risiede nel ritorno a una rigorosa pratica clinica e metodologica. La migliore difesa per il fisiatra consiste nell’attenersi rigidamente alle reali condizioni del paziente, dedicando il giusto spazio a una visita medica completa e a un’anamnesi approfondita. Nel momento della prescrizione, l’appropriatezza deve sempre prevalere sulla quantità, evitando eccessi prescrittivi che non giovano alla salute del paziente e non tutelano realmente il professionista.

