Frattura della gamba: Stefano Respizzi su gazzetta.it racconta il percorso riabilitativo

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Una frattura della gamba rappresenta uno degli infortuni più frequenti nell’attività sportiva e può interessare atleti di ogni livello, dai professionisti agli amatori. Calcio, sport motociclistici, sci alpino e snowboard sono tra le discipline maggiormente esposte a questo tipo di trauma. Dopo la fase ortopedica, che può prevedere un intervento chirurgico o un trattamento conservativo con gesso o tutore, il recupero funzionale passa inevitabilmente attraverso un percorso riabilitativo strutturato e personalizzato.

A fare il punto sull’argomento è Stefano Respizzi, socio Simfer, in un approfondimento pubblicato su gazzetta.it.

Dall’immobilizzazione alla ripresa funzionale

Indipendentemente dal tipo di trattamento adottato, una frattura della gamba comporta quasi sempre un periodo di immobilizzazione durante il quale il paziente utilizza le stampelle e non può caricare completamente il peso sull’arto interessato. Questa fase è necessaria per consentire la corretta consolidazione dell’osso, ma determina inevitabilmente conseguenze sul piano funzionale.

Secondo Respizzi, è fondamentale spiegare al paziente cosa sta accadendo durante il processo di guarigione e rassicurarlo sulle prospettive di recupero, che nella maggior parte dei casi sono favorevoli. Una volta ottenuto il consolidamento osseo, entra in gioco il Progetto Riabilitativo Individuale, costruito sulla base degli obiettivi funzionali da raggiungere.

Recuperare il movimento articolare

Uno dei primi effetti dell’immobilizzazione è la rigidità delle articolazioni della gamba, in particolare di ginocchio e caviglia. Per questo motivo il recupero dell’escursione articolare rappresenta il primo obiettivo del percorso riabilitativo.

La fisioterapia svolge un ruolo centrale in questa fase, attraverso tecniche e esercizi finalizzati a ristabilire progressivamente la mobilità e a ridurre le limitazioni funzionali che possono compromettere il recupero complessivo.

Rieducare il cammino

Molti pazienti riferiscono una sensazione di insicurezza o addirittura la difficoltà a camminare normalmente dopo la rimozione del gesso o del tutore. Si tratta di una conseguenza prevedibile della riduzione degli stimoli motori durante il periodo di immobilizzazione.

La rieducazione del cammino prevede una progressione graduale: inizialmente il carico sull’arto fratturato è parziale e supportato dalle stampelle; successivamente, con il recupero della sicurezza e della funzionalità, si procede verso un appoggio completo e l’abbandono degli ausili.

Forza muscolare e coordinazione

L’immobilizzazione prolungata determina anche una riduzione della forza muscolare e delle capacità coordinative. Per questo il percorso riabilitativo comprende esercizi specifici di rinforzo muscolare, allenamento propriocettivo e attività in palestra o in acqua.

L’obiettivo è ripristinare non soltanto la forza dell’arto interessato, ma anche la qualità del movimento e la capacità di affrontare in sicurezza le attività quotidiane e sportive.

Il ritorno allo sport

Per gli sportivi il ritorno all’attività agonistica rappresenta il traguardo più atteso. Tuttavia, la ripresa deve avvenire solo quando tutte le capacità funzionali sono state recuperate in modo adeguato.

Respizzi evidenzia l’importanza di una valutazione oggettiva delle condizioni del paziente attraverso specifici test funzionali.

Tra questi vi sono:

• il test isocinetico, che misura la forza muscolare e consente di confrontare l’arto infortunato con quello sano;

• il test di soglia, utile per valutare la capacità di resistenza allo sforzo;

• il test di analisi del movimento, che studia la qualità e la coordinazione dei gesti motori, individuando eventuali aspetti da migliorare per ridurre il rischio di nuovi infortuni.

L’importanza dell’alimentazione

Anche la nutrizione rappresenta un elemento importante nel percorso di recupero. Una corretta alimentazione favorisce i processi di guarigione e sostiene il lavoro riabilitativo.

Particolare attenzione deve essere posta all’apporto di proteine di alta qualità, fondamentali per il recupero muscolare, e all’assunzione di calcio e vitamina D, nutrienti essenziali per la salute e il consolidamento dell’osso.

Un percorso multidisciplinare

L’esperienza clinica conferma che il recupero dopo una frattura della gamba non si esaurisce con la guarigione dell’osso. Il ritorno alle attività quotidiane, lavorative e sportive richiede un percorso riabilitativo strutturato, personalizzato e guidato da professionisti esperti.

La Medicina Fisica e Riabilitativa svolge un ruolo centrale nell’accompagnare il paziente lungo tutte le fasi del recupero, dalla ripresa del movimento fino al ritorno in sicurezza allo sport e alla piena partecipazione alla vita attiva.

Leggi l’articolo completo di Stefano Respizzi.