Il ritorno alla guida rappresenta per molte persone un passaggio decisivo nel recupero dell’autonomia, della partecipazione sociale e della qualità della vita. Sarà dedicato proprio a questo tema il corso precongressuale “Guida sicura”, in programma il 18 ottobre 2026 dalle 9 alle 13 all’interno del Congresso nazionale Simfer, ospitato nel sito ufficiale del congresso Congresso Nazionale Simfer 2026.
Cristina Destefanis, fisiatra del San Camillo di Torino, presenta così l’iniziativa: «Per tanti nostri pazienti tornare a guidare in sicurezza è fondamentale. L’intelligenza artificiale ci può venire in aiuto attraverso la valutazione delle competenze neuropsicologiche che servono per guidare e attraverso training in sicurezza che possono essere fatti sul simulatore di guida prima di rimettersi in strada».
La guida automobilistica non riguarda soltanto la mobilità, ma coinvolge direttamente l’autonomia personale e la partecipazione alla vita sociale. I materiali preparatori del corso ricordano infatti che la guida è considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità una delle attività strumentali della vita quotidiana che incidono maggiormente sulla partecipazione alla comunità.
Dopo un ictus o nel contesto di patologie neurodegenerative e dell’invecchiamento, la perdita della possibilità di guidare può tradursi in isolamento sociale, riduzione dell’autostima e maggiore dipendenza dai caregiver. Per questo il “ritorno alla guida” viene oggi considerato un vero obiettivo riabilitativo.
Il percorso valutativo richiede un approccio multidisciplinare capace di integrare vari aspetti: cognitivi, neuropsicologici e motori. Guidare significa infatti coordinare attenzione selettiva e divisa, abilità visuospaziali, memoria procedurale e funzioni esecutive, indispensabili per affrontare gli imprevisti della strada.
Tra gli strumenti approfonditi durante il corso vi sarà anche il Vienna Test System, utilizzato per misurare reattività, gestione dello stress e capacità di analisi rapida delle situazioni stradali. Accanto alla valutazione neuropsicologica, il programma affronterà il ruolo della terapia occupazionale e degli adattamenti tecnologici personalizzati dei veicoli.
Grande attenzione sarà dedicata anche ai simulatori di guida, che consentono ai pazienti di sperimentare scenari realistici in un ambiente protetto e controllato. Secondo la letteratura scientifica, questi strumenti permettono di migliorare consapevolezza, gestione dell’ansia e capacità di affrontare situazioni complesse prima del ritorno effettivo sulla strada.
L’obiettivo finale è trasformare le abilità residue della persona in una nuova forma di indipendenza, garantendo allo stesso tempo sicurezza individuale e collettiva. Come sintetizzano i materiali del corso, il ritorno alla guida è oggi un percorso riabilitativo mirato che unisce valutazione clinica, tecnologia e training personalizzato.

