Vancouver, al Congresso Isprm 2026 il dialogo tra muscolo, osso e cervello

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Il presidente Simfer Giovanni Iolascon è intervenuto al Congresso mondiale Isprm 2026, in corso a Vancouver, in una sessione dedicata all’integrazione tra salute muscoloscheletrica e salute cognitiva lungo tutto l’arco della vita.

Il Congresso mondiale Isprm 2026, in programma a Vancouver dal 17 al 21 maggio, rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali per la Medicina fisica e riabilitativa. Il tema scelto per questa edizione, “Transforming Rehabilitation – Connecting Worlds”, richiama la necessità di collegare competenze, Paesi, culture scientifiche e ambiti clinici diversi, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo della riabilitazione nei sistemi sanitari e nella presa in carico delle persone con disabilità.

Tra i momenti di particolare rilievo del programma scientifico si è svolto il simposio “Integrating Cognitive and Musculoskeletal Health Across the Lifespan”, con la partecipazione di Antimo Moretti, Giovanni Iolascon e Francesca Gimigliano. La sessione ha approfondito il rapporto tra salute muscoloscheletrica e salute cognitiva, con particolare attenzione ai legami fisiopatologici tra osteoporosi, sarcopenia e declino cognitivo, e alle strategie farmacologiche e riabilitative utili a preservare mobilità, autonomia e funzionamento nella persona che invecchia.

«Siamo qui a Vancouver per il congresso mondiale dell’Isprm – ha spiegato Giovanni Iolascon, presidente Simfer – e siamo appena reduci da un bellissimo simposio che ha indagato il cross talk tra muscolo, osso e cervello. È un aspetto fondamentale per il fisiatra, soprattutto per chi si occupa di aging».

Il tema è oggi particolarmente rilevante perché l’invecchiamento non può essere letto solo come somma di singole patologie, ma come processo complesso, nel quale alterazioni funzionali e strutturali di muscolo, osso e sistema nervoso si influenzano reciprocamente. Per la Medicina fisica e riabilitativa questo significa assumere uno sguardo integrato, capace di tenere insieme prevenzione, diagnosi funzionale, trattamento farmacologico, esercizio terapeutico e interventi riabilitativi personalizzati.

«Nel simposio – ha proseguito Iolascon – sono state affrontate innanzitutto le problematiche delle alterazioni funzionali e strutturali legate all’invecchiamento, ma anche tutti i meccanismi che possono avere un ruolo terapeutico: sia dal punto di vista dei farmaci utilizzabili, sia dal punto di vista delle tecniche riabilitative che possono contrastare l’aging e migliorare le prestazioni del sistema muscoloscheletrico e dell’aspetto cognitivo».

Il programma del Congresso conferma quanto questi temi siano ormai centrali nel dibattito internazionale. Accanto alla sessione dedicata all’integrazione tra salute cognitiva e muscoloscheletrica, sono previsti interventi su aging e disabilità, sarcopenia, salute dell’osso, neurodegenerazione, tecnologie digitali, intelligenza artificiale, robotica, esercizio terapeutico, neuromodulazione e rafforzamento dei sistemi riabilitativi. È una prospettiva che colloca la fisiatria al centro delle sfide poste dall’aumento della longevità e dalla crescente complessità clinica dei pazienti.

Un punto particolarmente delicato, emerso nel simposio, riguarda anche il rapporto tra farmaci, comorbilità e funzionamento globale della persona. Nella pratica clinica, infatti, patologie croniche come osteoporosi, demenze, sindromi convulsive o sarcopenia richiedono trattamenti specifici, ma questi possono avere effetti anche su altre strutture e funzioni dell’organismo.

«Sono state illustrate anche le interazioni che possono avere alcuni farmaci normalmente utilizzati per la cura di patologie croniche come l’osteoporosi, di patologie neurodegenerative come la demenza, delle sindromi convulsive o di patologie di degenerazione muscolare come la sarcopenia – ha sottolineato Iolascon –. Per queste diverse condizioni si usano farmaci che possono però avere effetti collaterali o eventi avversi sulle altre strutture. Si è cercato quindi di analizzare in che modo modificare e modulare questo interplay in maniera positiva, per migliorarne l’efficacia».

La sessione di Vancouver conferma dunque una direzione sempre più importante per la riabilitazione contemporanea: superare una visione settoriale della cura e riconoscere che mobilità, forza muscolare, metabolismo osseo, funzioni cognitive e autonomia quotidiana sono dimensioni strettamente connesse. In questa prospettiva il fisiatra ha un ruolo decisivo nel valutare la persona nella sua globalità, definire obiettivi realistici e costruire percorsi terapeutici orientati non solo alla riduzione dei sintomi, ma al mantenimento della funzione e della qualità della vita.

Per Simfer, la partecipazione al Congresso mondiale Isprm rappresenta anche un’occasione di confronto internazionale e di valorizzazione del contributo italiano alla ricerca e alla pratica clinica in Medicina fisica e riabilitativa. Il tema del dialogo tra muscolo, osso e cervello, in particolare, richiama una delle sfide più attuali per i sistemi sanitari: accompagnare l’invecchiamento della popolazione con interventi efficaci, sostenibili e centrati sulla persona.