Il nuovo set di indicatori globali Oms per la riabilitazione: un articolo su The Lancet

Eugenio AndreattaCochrane Rehabilitation, Home, News Simfer

La riabilitazione entra sempre più stabilmente nel linguaggio delle politiche sanitarie globali. Una Correspondence pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale The Lancet, dal titolo “WHO global rehabilitation indicators meet rising health needs”, richiama l’importanza del nuovo set di indicatori globali elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per monitorare l’integrazione della riabilitazione nei sistemi sanitari.

Il documento prende le mosse dalla Risoluzione Wha 76.6 del 2023, dedicata al rafforzamento della riabilitazione nei sistemi sanitari, e dal successivo percorso di consultazione con gli Stati membri, svolto tra novembre 2024 e marzo 2025. Gli indicatori sono stati presentati dal Direttore generale della Who in occasione della 158ª sessione dell’Executive Board e rappresentano un passaggio rilevante per rendere misurabile, comparabile e programmabile la capacità dei sistemi sanitari di rispondere ai bisogni riabilitativi della popolazione.

Il tema è di grande rilievo anche per la medicina fisica e riabilitativa italiana. Secondo le stime richiamate nell’articolo, il Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study 2021 indica che circa 2,6 miliardi di persone nel mondo potrebbero beneficiare della riabilitazione. Si tratta di un dato che conferma come la riabilitazione non possa più essere considerata un intervento accessorio o riservato a una quota limitata di pazienti, ma una componente essenziale della presa in carico sanitaria lungo tutto il corso della vita.

La Correspondence sottolinea come i sistemi sanitari siano stati storicamente costruiti soprattutto attorno alla cura della malattia e alla prevenzione della morte. Oggi, però, l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche non trasmissibili, le conseguenze dei conflitti e la crescita delle condizioni associate a disabilità rendono necessario un cambio di prospettiva: accanto a mortalità e morbilità, il funzionamento deve diventare un indicatore fondamentale di salute.

Gli indicatori globali Who per la riabilitazione mirano proprio a colmare questa lacuna. Il loro obiettivo è consentire ai Paesi di valutare la propria capacità di rispondere ai bisogni riabilitativi attraverso diverse dimensioni: governance, preparazione alle emergenze sanitarie, finanziamento, forza lavoro, sistemi informativi e organizzazione dei servizi. Un indicatore specifico riguarda inoltre l’utilizzo dei servizi di riabilitazione, con la possibilità di distinguere tra grandi aree cliniche come condizioni muscoloscheletriche, neurologiche, respiratorie, cardiovascolari, salute mentale, disabilità sensoriali e patologie oncologiche.

Questa articolazione permette di superare una visione generica del bisogno riabilitativo e di orientare in modo più preciso la programmazione sanitaria, individuando priorità, popolazioni cliniche e aree di maggiore criticità. In questa prospettiva, la misurazione non è un adempimento tecnico, ma uno strumento per rendere più visibile il contributo della riabilitazione alla salute, all’autonomia, alla partecipazione e alla qualità della vita delle persone.

La pubblicazione su The Lancet ha visto anche una partecipazione significativa del mondo italiano e della comunità internazionale della medicina riabilitativa. Tra gli autori figurano Wouter de Groote e Guy Fones della Who, e i soci Simfer Carlotte Kiekens e Stefano Negrini, legati all’Irccs Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio e all’Università di Milano. La Correspondence è inoltre co-firmata da organizzazioni non statali in relazioni ufficiali con il programma riabilitazione della Who, tra cui l’International Society of Physical and Rehabilitation Medicine, la World Federation of Occupational Therapists, World Physiotherapy, l’International Spinal Cord Society, l’International Society for Prosthetics and Orthotics, il Comitato Internazionale della Croce Rossa e altre realtà internazionali impegnate nel campo della disabilità e della riabilitazione.

Anche Cochrane Rehabilitation, Functioning, and Disability ha richiamato l’attenzione su questo passaggio, evidenziando come la pubblicazione su The Lancet rappresenti una tappa importante nel percorso avviato dalla Who per integrare la riabilitazione nei sistemi sanitari e per rafforzarne il ruolo nell’ambito della copertura sanitaria universale, della salute pubblica e delle strategie globali di risposta ai bisogni emergenti.

Per Simfer, questo sviluppo conferma una direzione da tempo sostenuta dalla comunità fisiatrica: la riabilitazione deve essere riconosciuta come parte integrante dei sistemi sanitari, non solo come risposta successiva alla fase acuta, ma come strategia essenziale per migliorare gli esiti di salute, ridurre l’impatto delle condizioni croniche, sostenere l’autonomia delle persone e promuovere partecipazione sociale.

Il passaggio dagli indicatori alla loro effettiva integrazione nei sistemi informativi nazionali sarà decisivo. Solo dati solidi, comparabili e orientati al funzionamento potranno aiutare i decisori a programmare servizi adeguati, investire nelle professioni della riabilitazione, riconoscere i bisogni non soddisfatti e garantire percorsi più equi e accessibili.

In questa prospettiva, la pubblicazione su The Lancet non rappresenta soltanto un contributo scientifico, ma anche un richiamo alle politiche sanitarie: rendere misurabile la riabilitazione significa renderla più visibile, più programmabile e più vicina ai bisogni reali delle persone.