Un approccio integrato che unisce innovazione tecnologica e pratica clinica: è questo il cuore del corso precongressuale Simfer del Congresso di Torino 2026 dedicato alla bioingegneria della riabilitazione, presentato da Andrea Cereatti, professore di bioingegneria al Politecnico di Torino e responsabile scientifico dell’iniziativa insieme al professor Alberto Botter.
Nel suo intervento video, Cereatti introduce con chiarezza la prospettiva del corso: «Il corso propone una visione integrata della bioingegneria della riabilitazione mettendo in relazione strumenti digitali, misure oggettive e interventi avanzati per rispondere alle nuove esigenze cliniche». Un’impostazione che riflette una trasformazione già in atto nella medicina fisica e riabilitativa, sempre più orientata verso modelli basati su dati, personalizzazione e tecnologie avanzate.
Il percorso formativo si sviluppa lungo alcune direttrici chiave che rappresentano oggi le frontiere più dinamiche della riabilitazione. La realtà aumentata, ad esempio, consente la creazione di scenari immersivi per il training, aumentando il coinvolgimento del paziente grazie a feedback in tempo reale e a una maggiore personalizzazione degli esercizi. Parallelamente, la sensoristica indossabile permette di misurare in modo oggettivo la funzione nelle attività quotidiane, offrendo una valutazione più ecologica e continua e dati fondamentali per il monitoraggio degli esiti.
Un altro pilastro è rappresentato dalla robotica, che rende possibile l’erogazione di trattamenti ad alta intensità e ripetibilità, con la capacità di adattare in modo dinamico il carico terapeutico e il livello di difficoltà in base alla performance del paziente. A collegare questi ambiti è l’intelligenza artificiale, indicata da Cereatti come il vero filo conduttore del corso: «Integra dati multimodali, identifica pattern clinicamente rilevanti e guida le decisioni per la personalizzazione del trattamento».
Il corso si fonda proprio su questa integrazione tra tecnologie e clinica. L’obiettivo è fornire ai professionisti strumenti concreti per interpretare e utilizzare in modo consapevole le innovazioni disponibili, superando una visione frammentata e favorendo invece un approccio sistemico. La combinazione tra realtà aumentata, wearable technology, robotica e intelligenza artificiale consente infatti di costruire percorsi riabilitativi più efficaci, adattivi e centrati sulla persona.
Particolare rilievo è dato alla dimensione esperienziale: il corso prevede prove pratiche finali pensate per tradurre i concetti teorici in esperienza diretta, stimolando il confronto tra professionisti e facilitando l’adozione concreta delle tecnologie nella pratica clinica quotidiana.
Andrea Cereatti porta a questo percorso un’esperienza consolidata nel campo della bioingegneria applicata al movimento umano. Da oltre vent’anni sviluppa metodi ingegneristici per migliorare la comprensione della funzione del sistema locomotore e per offrire soluzioni tecnologiche innovative; ha all’attivo più di 200 pubblicazioni scientifiche ed è da anni impegnato nello sviluppo e nell’applicazione della sensoristica indossabile.
Il corso si propone così come un’occasione formativa di alto livello per tutti i professionisti della riabilitazione interessati a comprendere e governare l’innovazione tecnologica, integrandola in modo efficace e sicuro nei percorsi di cura.
Il sito del Congresso Simfer di Torino https://congressonazionalesimfer.it

