Giornata nazionale della Salute della Donna: il contributo della MFR e di Simfer

Eugenio AndreattaHome, News Simfer, Sezione – 31 – medicina di genere

Il 22 aprile si celebra l’undicesima Giornata nazionale della Salute della Donna, istituita con direttiva dell’11 giugno 2015 e scelta in coincidenza con la nascita di Rita Levi-Montalcini. Un appuntamento che richiama ogni anno l’attenzione sul valore della salute al femminile come priorità trasversale delle politiche sanitarie, lungo tutto l’arco della vita.

Come sottolinea Chiara Giorgio, coordinatrice della Sezione scientifica 31 “Medicina di genere” della Simfer, il benessere delle donne rappresenta un interesse dell’intera collettività e richiede un approccio integrato che tenga insieme prevenzione, cura e riabilitazione. Proprio in questa triade, la medicina fisica e riabilitativa gioca un ruolo fondamentale, soprattutto nella gestione e nella riduzione degli esiti disabilitanti.

La prevenzione emerge come elemento chiave, capace di incidere concretamente sul rischio di sviluppare patologie croniche e disabilità. Stili di vita corretti, alimentazione equilibrata e attività fisica rappresentano strumenti essenziali, da promuovere sin dall’infanzia anche attraverso un approccio genere-specifico. Particolare attenzione va alla salute ossea e muscolare, determinante nella prevenzione di cadute e fratture, così come agli screening oncologici, fondamentali per ridurre l’impatto funzionale delle malattie e migliorare la qualità di vita delle donne.

La giornata del 22 aprile si inserisce inoltre in un contesto più ampio di iniziative di sensibilizzazione, promosse da istituzioni e realtà sanitarie su tutto il territorio nazionale. Tra queste, la Open Week sulla salute della donna organizzata da Fondazione Onda, che coinvolge gli ospedali Bollino Rosa con servizi gratuiti clinici, diagnostici e informativi, a conferma di un impegno diffuso e multidisciplinare.

La Simfer, attraverso la Sezione 31 Medicina di genere, è attivamente coinvolta in questo percorso, promuovendo iniziative scientifiche e cliniche che valorizzano l’equità e l’appropriatezza delle cure. Tra gli esempi citati, l’intervento di Titti Laurentaci in un congresso dedicato al tema dell’equità delle cure in ottica genere-specifica e l’iniziativa di Silvia Marino, che ha organizzato incontri con caregiver di pazienti con malattia di Parkinson presso il Centro Neurolesi Bonino Pulejo di Messina.

Particolarmente rilevante è il tema delle caregiver, figure centrali nei percorsi di cura e riabilitazione, spesso donne, il cui ruolo è ancora oggi in gran parte invisibile e non riconosciuto. L’impegno assistenziale espone queste persone a un elevato rischio di burnout, evidenziando come il genere rappresenti un determinante sociale cruciale anche in ambito sanitario.

La Giornata Nazionale della Salute della Donna rappresenta quindi un’occasione importante per ribadire il valore di un approccio integrato e personalizzato alla salute, in cui la medicina riabilitativa contribuisce in modo determinante a migliorare il funzionamento, la qualità della vita e la partecipazione delle donne in ogni fase della loro esistenza.