C’è un filo che attraversa la storia della medicina fisica e riabilitativa in Italia negli ultimi quarant’anni. È il filo di MR, il Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa, che dal 1987 accompagna la crescita della disciplina e della comunità professionale dei fisiatri.
A ripercorrere questa storia è l’articolo firmato da Paolo Boldrini, che guarda alle origini della rivista intrecciando memoria e prospettiva futura. Un racconto che prende forma anche attraverso la voce del fondatore Nino Basaglia, protagonista di una stagione in cui la fisiatria era ancora alla ricerca di un’identità pienamente riconosciuta.
Quando MR nasce, il contesto è complesso: denominazioni diverse nelle scuole di specializzazione, percorsi formativi disomogenei, una disciplina spesso percepita come marginale rispetto ad altre aree della medicina. È proprio in questo scenario che la rivista si propone come uno strumento concreto di crescita: non solo luogo di pubblicazione scientifica, ma spazio di formazione, confronto e costruzione di un linguaggio comune.
Fin dai primi numeri, MR si distingue per una vocazione precisa: essere una rivista “di servizio”, capace di accompagnare il lavoro quotidiano dei fisiatri, promuovere modelli organizzativi, diffondere strumenti valutativi e terapeutici propri della riabilitazione, favorire l’integrazione tra le diverse componenti del team.
Nel tempo, la testata ha seguito e sostenuto le principali evoluzioni della disciplina, contribuendo alla definizione di protocolli, alla diffusione di buone pratiche e al consolidamento del ruolo della medicina riabilitativa nel sistema sanitario.
Oggi, a distanza di quasi quarant’anni, il contesto è profondamente cambiato. Le fonti informative si sono moltiplicate, i formati si sono evoluti, e la comunicazione scientifica si muove in un ecosistema sempre più complesso. Eppure, come emerge chiaramente dalle riflessioni raccolte nell’articolo, MR conserva intatta la sua funzione: essere un punto di riferimento per i professionisti e un luogo di sintesi autorevole tra conoscenza scientifica e pratica clinica.
In vista di questo importante anniversario, la rivista si prepara anche a rinnovare la propria identità visiva con un nuovo logo della testata, segno di una continuità che non è mai statica, ma sempre capace di evolversi insieme alla disciplina che rappresenta.
Una storia che guarda al futuro, mantenendo salde le sue radici: essere al servizio della comunità dei medici fisiatri e dello sviluppo della riabilitazione in Italia.
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