Corso Simfer di Osteopatia e Medicina manuale: un primo bilancio a metà percorso

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Prosegue con grande partecipazione e coinvolgimento il Corso Simfer teorico-pratico dedicato all’Osteopatia e alla Medicina Manuale, giunto ormai a metà del suo percorso formativo.

Il programma, che ha preso avvio con i moduli teorici in modalità FAD già a partire da dicembre 2025, si sta sviluppando nel 2026 attraverso una serie di incontri pratici in presenza che accompagnano i partecipanti in un percorso progressivo di apprendimento clinico e manuale .

Il primo modulo si è aperto presso la Clinica Ortopedica della Sapienza Università di Roma, con le introduzioni dei presidenti del corso Valter Santilli e Marco Paoloni, offrendo fin da subito una cornice autorevole e stimolante. Le attività si sono poi spostate al Centro Congressi Seraphicum, struttura moderna e attrezzata che ospita i moduli pratici successivi.

Uno degli elementi distintivi del corso è l’integrazione tra teoria e pratica: ogni modulo è preceduto da lezioni online e momenti di confronto con i docenti, pensati per chiarire dubbi e approfondire i contenuti. Questo consente di dedicare le giornate in presenza quasi interamente alle esercitazioni pratiche sui lettini, affrontate con grande concentrazione ed entusiasmo.

«Abbiamo potuto concentrare tutte le nostre energie sulle esercitazioni pratiche, che sono sempre affrontate con grande partecipazione», sottolinea Carlo Mariconda, direttore didattico del corso.

Il clima che si respira durante il percorso è particolarmente positivo: partecipanti e docenti condividono un’esperienza formativa intensa, caratterizzata da collaborazione, curiosità e soddisfazione per il lavoro svolto. «Si respira un clima di serenità e di soddisfazione palpabile, sia da parte degli allievi sia dei docenti», aggiunge Mariconda.

L’obiettivo resta quello di fornire ai medici in formazione specialistica gli strumenti fondamentali per la diagnosi e il trattamento del dolore benigno di origine vertebrale, secondo un modello che integra la semeiotica clinica con le tecniche di medicina manuale e osteopatica. Un’esigenza che emerge con chiarezza anche dagli stessi giovani fisiatri. «I fisiatri del futuro ci esprimono con insistenza la necessità di apprendere elementi clinici che li aiutino a interpretare e trattare, anche manu medica, i disturbi disfunzionali del rachide», evidenzia.

Il percorso proseguirà nei prossimi mesi con gli ultimi appuntamenti previsti tra aprile e maggio, fino alla verifica finale con presentazione di casi clinici, in programma il 16 maggio presso la Sapienza Università di Roma.