Bioingegneria e riabilitazione: la lezione magistrale di Silvestro Micera al Congresso Simfer

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

La bioingegneria e la neuroingegneria stanno aprendo scenari nuovi e concreti nel percorso riabilitativo delle persone con disabilità, in particolare nei pazienti mielolesi. È questo il cuore della lezione magistrale tenuta da Silvestro Micera, professore di Bioingegneria alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e all’École Polytechnique Fédérale de Lausanne, nell’ambito del 53° Congresso Nazionale Simfer di Napoli.

Il programma scientifico del Congresso, dedicato a “Ricerca e innovazione in Medicina Fisica e Riabilitativa” , ha infatti riservato uno spazio specifico alla Lettura Magistrale “L’ingegneria della riabilitazione” , a conferma della centralità del tema tecnologico nel futuro della disciplina. Nello stesso programma compare la partecipazione di Micera tra i relatori di riferimento , inserita in un contesto che valorizza l’integrazione tra innovazione tecnologica e pratica clinica.

Nel suo intervento, Micera ha illustrato come dispositivi indossabili e impiantabili possano diventare strumenti operativi per il fisiatra nel percorso di recupero funzionale. «Quello che ho cercato di mostrare», ha spiegato, «è la possibilità della bioingegneria e della neuroingegneria di incidere concretamente nel percorso riabilitativo, in particolare nei pazienti mielolesi, attraverso nuove tecnologie destinate a diventare veri e propri strumenti clinici».

Tre gli ambiti presentati: sistemi impiantabili sul midollo spinale per persone paraplegiche che non riescono a camminare dopo una lesione, dispositivi indossabili per il recupero dei movimenti dell’arto superiore e interfacce impiantate nei nervi periferici per favorire il recupero della funzione della mano nelle lesioni midollari alte. «Noi sviluppiamo facilitatori di recupero funzionale e motorio», ha sottolineato, «ma questi sistemi devono essere progettati e utilizzati insieme da ingegneri, clinici, neuroriabilitatori, neurologi e neurochirurghi. Solo dalla sinergia tra competenze diverse nascono dispositivi realmente utili».

Il messaggio è in piena sintonia con l’impostazione del Congresso, che nella lettera del Presidente richiama esplicitamente l’importanza dell’applicazione delle tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale nella riabilitazione, insieme a un approccio multidisciplinare .

Micera ha evidenziato anche la fase ancora preliminare di molti di questi progetti, oggi applicati a numeri limitati di pazienti. La sfida dei prossimi anni sarà quella di passare da studi su pochi casi a sperimentazioni su larga scala, rendendo le tecnologie non solo efficaci, ma anche sostenibili e accessibili. «Un dispositivo efficace», ha concluso, «deve essere pensato con il clinico, non particolarmente complesso né eccessivamente costoso, ma davvero integrabile nella pratica quotidiana e capace di migliorare gli outcome riabilitativi».