Lunedì 24 novembre, nel programma scientifico del Congresso Simfer di Napoli, si è tenuta la Lettura Magistrale (16.30–16.50) introdotta da Andrea Bernetti (Lecce) e affidata a Luca Maria Sconfienza (Milano), esponente di riferimento della Sirm e tra i massimi esperti di radiologia muscoloscheletrica.
Al termine della sessione, Sconfienza ha condiviso con Simfer alcune riflessioni sul ruolo sempre più decisivo dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica radiologica, con un focus particolare sulla radiologia ortopedica.
Dati, algoritmi e nuove possibilità diagnostiche
«Qui al congresso della Simfer quest’oggi abbiamo parlato di intelligenza artificiale e radiologia, in particolare di come l’avvento dell’intelligenza artificiale abbia cambiato o stia cambiando l’approccio alla radiologia. In questo caso oggi abbiamo parlato della radiologia ortopedica. Perché? Perché noi sappiamo che le immagini radiologiche sono dati, non solo fotografie dei nostri pazienti, ma proprio i loro dati».
Sconfienza ha spiegato come gli algoritmi di AI siano in grado di estrarre informazioni non immediatamente visibili all’occhio umano, anche quando esperto. Questo apre scenari diagnostici molto più raffinati e tempestivi.
Dal riconoscimento delle lesioni alla caratterizzazione avanzata
«Con l’intelligenza artificiale in ambito radiologico possiamo fare tantissime applicazioni. Sicuramente una delle prime sperimentate è il riconoscimento di una lesione: la presenza o assenza di una lesione maligna, oppure di una frattura, evento estremamente frequente nella popolazione».
Un altro ambito cruciale riguarda la caratterizzazione della lesione, quindi la possibilità di identificarne natura e tipo con maggiore precisione, contribuendo a percorsi terapeutici più appropriati.
Misurazioni automatiche e imaging sintetico
L’esperto ha ricordato quanto siano importanti alcune misurazioni per la pratica fisiatrica: «In ambito ortopedico è molto importante l’aspetto delle misurazioni di angoli, come quelli della colonna vertebrale, fondamentali per valutare lo stato di salute del paziente e proporre le terapie».
Un ulteriore fronte innovativo è la possibilità di generare immagini artificiali, ottenute a partire da una modalità diagnostica per ricavarne un’altra: «Partendo da radiografie si possono creare altre modalità come risonanze magnetiche».
Un salto tecnologico che apre prospettive significative per qualità, costi, accesso e tempi di diagnosi.
I radiologi saranno sostituiti dall’AI?
Sconfienza ha affrontato anche una delle domande più ricorrenti: la tecnologia rimpiazzerà i professionisti?
«Molti anni fa si ipotizzò che sarebbe stato inutile continuare a formare radiologi, perché sarebbero stati sostituiti completamente dall’intelligenza artificiale. Non è successo. Anche se a dirlo fu Geoffrey Hinton, uno dei padri dell’intelligenza artificiale e vincitore del Primo Nobel, probabilmente in futuro la grossa differenza sarà tra i radiologi – e tra i medici in generale – che utilizzeranno l’intelligenza artificiale e quelli che non la utilizzeranno».
Guarda l’intervista completa
🎥 Il video integrale della conversazione con Luca Maria Sconfienza, registrata al Congresso Simfer di Napoli.

