Tecnologia e IA al servizio della riabilitazione: concluso il Corso Nazionale di Roma

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Si è appena concluso a Roma, presso l’Università Campus Bio-Medico, il Corso nazionale di aggiornamento Simfer dal titolo: “Le innovazioni tecnologiche e l’Intelligenza Artificiale al servizio della riabilitazione: a che punto siamo?”.

Un Successo Istituzionale e Scientifico

L’evento si è svolto nei giorni 26 e 27 settembre 2025 e ha rappresentato un momento cruciale di confronto sulle frontiere più avanzate della disciplina. Ha testimoniato il forte impegno della Società nell’affrontare questi aspetti, che l’attuale imponente evoluzione tecnologica ha reso ormai ineludibili per la pratica clinica.

La Responsabile Scientifica del corso è stata la professoressa Federica Bressi, che ha guidato un comitato scientifico di alto livello, assicurando un programma denso e multidisciplinare.

Il Corso ha visto la partecipazione di oltre 200 discenti, per lo più giovani specialisti e specializzandi in Medicina fisica e riabilitativa. Il panel dei docenti ha incluso specialisti di varie discipline mediche (fisiatria, ortopedia, neurologia…), ingegneri e bioingegneri, psicologi e psicoterapeuti, oltre a esperti in ambito assicurativo (Inail).

Un tema trasversale e multidisciplinare

Dalla sintesi dei lavori è emerso come intelligenza artificiale e robotica non siano strumenti destinati a sostituire i professionisti, ma a potenziarne le competenze, migliorando la qualità del lavoro e mettendo sempre più al centro i bisogni delle persone. Si è sottolineato il valore della multidisciplinarietà, che apre a una medicina di precisione e personalizzazione, stimola la revisione di linee guida e classificazioni, e richiede una nuova formazione per medici e terapisti.

I Temi Chiave dell’Innovazione

Le due giornate hanno visto la partecipazione dei maggiori esperti nel settore, che hanno esplorato il ruolo trasformativo dell’IA in riabilitazione.

L’integrazione dell’IA nelle tecnologie riabilitative abbraccia molti diversi ambiti e copre praticamente tutto lo spettro delle patologie disabilitanti di interesse per la Medicina Fisica e Riabilitativa. Ad esempio, i sistemi robotici di nuova generazione, equipaggiati con sensori avanzati e algoritmi di apprendimento automatico, analizzano in tempo reale i pattern motori del paziente, adattando automaticamente intensità, velocità e tipologia degli esercizi. Questi dispositivi non sostituiscono il terapista, ma ne amplificano le capacità diagnostiche e terapeutiche.

La neurostimolazione intelligente rappresenta un’altra frontiera rivoluzionaria. Dispositivi come gli stimolatori transcranici guidati da IA possono modulare l’attività cerebrale con precisione millimetrica, favorendo la neuroplasticità in pazienti con lesioni neurologiche. Gli algoritmi analizzano le risposte cerebrali individuali, ottimizzando i parametri di stimolazione per massimizzare l’efficacia terapeutica.

Il supporto delle tecnologie di IA è impiegato nella definizione della prognosi funzionale in ambito di chirurgia protesica e in molte condizioni disabilitanti, così come nel prevedere i risultati degli interventi riabilitativi e nel personalizzare il progetto riabilitativo individuale.

IA e protesica

Da ricordare anche l’introduzione delle tecnologie di IA nel campo della protesica, che consente un controllo più efficace dei dispositivi e può facilitare l’”embodiement” da parte del paziente.

L’applicazione di dispositivi dotati di sensori indossabili avanzati si sta diffondendo in ambito di molte patologie, dalla riabilitazione muscoloscheletrica alle patologie neurodegenerative.

Il Corso ha anche evidenziato vari aspetti di criticità di queste tecnologie. I costi elevati ne limitano la diffusione in molti casi e la curva di apprendimento per gli operatori richiede investimenti formativi consistenti. Le questioni etiche, come quelle relative alla gestione sicura dei dati biometrici e alla responsabilità decisionale algoritmica, necessitano ancora di framework normativi chiari e condivisi.

«L’evento», è il commento finale di Federica Bressi, «ha rappresentato una tappa significativa per comprendere come affrontare le sfide poste da questa evoluzione tecnologica, gestirle in modo critico e consapevole, e sfruttarne le potenzialità per il maggior vantaggio delle persone con disabilità».