Un approfondimento sulle sfide imprevedibili e sulle dinamiche non lineari che caratterizzano i percorsi di salute riabilitativa, al centro del nuovo numero del Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa (MR).
La medicina moderna e la pratica riabilitativa si confrontano ogni giorno con scenari clinici che non possono essere ridotti alla semplice somma delle patologie di un paziente. Il nuovo numero di MR – Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa (Vol. 42, n. 2) dedica un ampio dossier al tema della complessità in riabilitazione. Promosso dalla Sezione Simfer dedicata alla Complessità e coordinato da Dalila Scaturro, il fascicolo approfondisce la necessità di comprendere e governare quella quota di imprevedibilità che caratterizza ogni percorso di salute, con l’obiettivo di favorire il massimo recupero funzionale.
«La medicina è molto complessa e noi medici abbiamo un compito decisivo, quello di non renderla anche complicata.»
Stefano Respizzi, Editoriale
Il paradigma della complessità
Il dossier si apre con le riflessioni di Antonio Robecchi Majnardi, che applica la teoria matematica dei sistemi adattativi complessi alla riabilitazione. In questa prospettiva, il paziente “complesso” non coincide semplicemente con un “paziente difficile”, ma rappresenta il risultato dell’interazione tra fattori biologici, psicologici e sociali, in cui il cambiamento emerge secondo dinamiche non lineari. La complessità diventa quindi una caratteristica intrinseca del bisogno riabilitativo.
Antonio Caronni affronta invece il tema della misurazione della complessità, presentando i risultati della Survey del progetto Co.Re. (Complexity in Rehabilitation), realizzata tra i soci Simfer. Dall’indagine emergono tre dimensioni indipendenti:
- la complessità legata a gravi disabilità e alta dipendenza, come tetraplegia o disturbi della coscienza;
• la complessità relazionale e sociale;
• la complessità “emergente”, legata all’imprevedibilità del decorso clinico e alla presenza di scelte terapeutiche confliggenti.
Applicazioni cliniche: le sfide della pratica quotidiana
Il volume approfondisce il tema della complessità attraverso contributi dedicati ad alcune delle principali sfide cliniche e organizzative della Medicina fisica e riabilitativa.
Deprescribing e polifarmacoterapia
Nel paziente anziano polipatologico, la polifarmacoterapia, spesso associata a un elevato carico anticolinergico, può compromettere il recupero delle attività della vita quotidiana, influenzando vigilanza ed equilibrio. Luca Perrero e Menada Gardalini propongono il deprescribing, cioè la sospensione o la riduzione strutturata dei farmaci inappropriati, come una vera strategia riabilitativa orientata a ottimizzare la terapia farmacologica in funzione degli obiettivi funzionali.
Il carrefour aero-digestivo
La gestione integrata tra fisioterapia e logopedia è fondamentale per affrontare il delicato equilibrio tra respirazione e deglutizione. Sabrina Dal Fior e Irene Carnino evidenziano come patologie respiratorie croniche, quali la BPCO, o condizioni critiche possano alterare l’apnea deglutitoria. Il recupero di una tosse efficace, misurabile attraverso il Picco di Flusso durante Tosse (PCEF), rappresenta un elemento centrale per proteggere le vie aeree e consentire una ripresa sicura dell’alimentazione.
La vescica neurologica nelle malattie progressive
Antonella Biroli e Davide Pinzi ampliano il tradizionale modello delle lesioni midollari analizzando la gestione vescico-sfinterica in patologie come Alzheimer, Parkinson e sclerosi multipla. La presa in carico deve essere proattiva, bilanciando la tutela dell’alto apparato urinario con la qualità della vita del paziente, privilegiando quando possibile un approccio conservativo e il cateterismo intermittente.
Il paradosso della sedazione
Durante il recupero della coscienza dopo una grave cerebrolesione, l’agitazione rappresenta una delle sfide cliniche più complesse. Serena Monteleone e Silvia Galeri sottolineano come tali comportamenti possano costituire segnali precoci di riorganizzazione neurale e non soltanto complicanze da contenere. Per questo viene proposta una “sedazione adattativa”, basata sul principio start low, go slow, capace di proteggere il paziente senza mascherare i segnali di recupero.
Oltre la clinica: la partecipazione sociale
Il dossier estende infine l’attenzione agli aspetti che consentono alla persona di recuperare un ruolo attivo nella vita sociale.
Il ritorno alla guida
Cristina Destefanis e Giorgia Gays illustrano il percorso multidisciplinare necessario per consentire il ritorno alla guida. Il protocollo integra test neuropsicologici avanzati, come il Vienna Test System, valutazioni di terapia occupazionale per l’adattamento del veicolo e simulatori di guida che permettono di allenare attenzione e capacità decisionali in un ambiente sicuro.
Le classificazioni nello sport paralimpico
Tommaso Sciarra analizza il sistema di classificazione funzionale che regola lo sport paralimpico agonistico, evidenziando la complessità di conciliare inclusività ed equità competitiva. Le cosiddette “zone grigie” tra le diverse classi richiedono valutazioni altamente specialistiche e classificatori adeguatamente formati.
L’integrazione scolastica secondo il modello ICF
Daniela Valle e Luigi Piccinini affrontano il rapporto tra modello clinico e modello educativo nell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Il superamento della sola etichetta diagnostica, attraverso il modello biopsicosociale dell’ICF e il Profilo di Funzionamento, consente al Gruppo di Lavoro Operativo (GLO) e al Piano Educativo Individualizzato (PEI) di trasformare gli obiettivi riabilitativi in autentica partecipazione scolastica e opportunità di apprendimento.
Per approfondire tutti i temi trattati è possibile consultare il Vol. 42, n. 2 del Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa (MR).

