Con l’avvio della stagione sciistica e in vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, cresce l’attenzione sul tema della sicurezza in pista. A ricordare l’importanza della prevenzione e della preparazione fisica è Andrea Bernetti, segretario generale Simfer, intervenuto su Adnkronos Salute per fare il punto sui rischi più comuni e sulle strategie per evitarli.
Bernetti sottolinea come lo sci sia uno sport complesso, che richiede la combinazione di diversi fattori: capacità individuali, attrezzature adeguate e condizioni ambientali non sempre prevedibili. A livello mondiale, l’incidenza degli infortuni tra gli sciatori amatoriali varia tra 1,9 e 3,5 per 1.000 giornate di sci: un dato che, rapportato ai circa 400 milioni di giornate di sci all’anno, dà la misura del fenomeno.
La preparazione fisica resta uno dei cardini per ridurre il rischio di infortunio. Età, livello di allenamento, peso, coordinazione neuromuscolare, affaticamento e precedenti patologie incidono in modo significativo sulla capacità di gestire situazioni improvvise o cadute. Tra gli infortuni più frequenti spiccano quelli traumatici, spesso legati alle distorsioni del ginocchio: circa il 30% degli incidenti riguarda infatti questa articolazione, in particolare nelle persone di sesso femminile. Le strutture più coinvolte sono il legamento collaterale mediale e il legamento crociato anteriore, che subiscono stress importanti a seconda dell’angolo di flessione del ginocchio e del rapporto di attivazione muscolare tra quadricipite e ischiocrurali.
Non mancano poi i traumi da sovraccarico, che possono interessare ginocchia, anche e colonna, soprattutto in presenza di condizioni cliniche latenti come artrosi o discopatie. Per questo Bernetti invita a una valutazione fisica — e quando necessario medica — prima di tornare sulle piste.
Uno sguardo particolare riguarda gli under 18, che rappresentano il 20-30% degli sciatori ma una quota molto elevata degli infortuni. Nei più giovani prevalgono le fratture (30%), seguite dai traumi distorsivi (20%), con una maggiore incidenza nella fascia dei bambini rispetto agli adolescenti. Le zone più colpite sono gamba, spalla e braccio, con meccanismi traumatici spesso legati alle cadute con impatto sulla neve.
«Arrivare preparati alla stagione sciistica — conclude Bernetti — significa scegliere un’attrezzatura adeguata, utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuale e tenere conto delle proprie caratteristiche fisiche ed eventuali patologie. Serve buon senso, prima ancora che tecnica».
L’intervento completo è disponibile qui:
https://www.adnkronos.com/salute/sicuri-su-gli-sci-medico-fisiatra-da-adulti-ad-under-18-in-pista-allenati-o-crack-seri_4hDoXWPGGvQv1sLi18QZoa

