Sanremo, dalla voce alla postura: “Prepararsi come per una maratona”

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Sanremo 2026 è alle porte e, come ogni anno, la settimana del Festival si annuncia come una vera prova di resistenza per gli artisti in gara. Tra veterani e debuttanti, con dieci cantanti alla prima esperienza sul palco dell’Ariston, l’impegno richiesto non riguarda solo la qualità vocale, ma coinvolge in modo profondo mente e corpo.

A sottolinearlo è Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale Simfer, intervenuto sull’argomento in una nota pubblicata da Adnkronos. Secondo Bernetti, il Festival “si configura come un vero e proprio stress-test biologico e psicologico per gli artisti”, paragonabile per intensità “a quello di un atleta d’élite impegnato in una competizione”.

Ansia da prestazione e affaticamento vocale

L’ansia da prestazione, spiega il fisiatra, non è soltanto un fenomeno psicologico. “Si traduce in una contrazione involontaria dei muscoli elevatori della laringe, alterando la biomeccanica del tratto vocale e costringendo l’artista a spingere per ottenere volume”. Un meccanismo che può innescare un circolo vizioso di affaticamento e potenziale danno tissutale.

A questo si aggiunge l’effetto dello stress prolungato: la secrezione persistente di cortisolo, sebbene utile nel breve periodo, nei cinque giorni del Festival può indebolire il sistema immunitario, rendendo le mucose delle corde vocali più vulnerabili a infezioni. In condizioni di stanchezza, inoltre, la frizione meccanica estrema delle corde vocali può portare a edemi e, nei casi più gravi, a lesioni come noduli o polipi.

“I segnali d’allarme sono chiari – avverte Bernetti – raucedine e perdita del controllo delle note alte indicano una sofferenza della mucosa, una situazione che può aggravarsi ulteriormente in presenza di reflusso gastrico”.

Idratazione e igiene vocale

Per prevenire questi problemi, l’idratazione rappresenta uno dei pilastri fondamentali della salute vocale. “Non basta bere acqua subito prima di cantare – precisa – le corde vocali si idratano per via sistemica. È necessario bere costantemente a piccoli sorsi durante l’arco della giornata”. In alcuni casi possono essere utili vaporizzazioni o inalazioni di soluzione fisiologica o acqua termale, per mantenere l’umidità superficiale della mucosa.

Il ruolo chiave della postura

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la postura. “Non è solo una questione estetica – spiega Bernetti – ma la base architettonica su cui poggia lo strumento vocale”. Esiste infatti una correlazione diretta tra l’allineamento della colonna vertebrale e l’efficienza del diaframma.

Alterazioni come l’iperlordosi cervicale o la proiezione in avanti della testa possono bloccare la laringe in posizione alta, ostacolando il corretto passaggio tra i registri vocali. Anche una postura instabile, dovuta per esempio a calzature inadeguate o a una base d’appoggio troppo stretta, induce contrazioni muscolari inutili che si riflettono negativamente sul timbro vocale.

Prepararsi come un atleta

Per affrontare il Festival in condizioni ottimali, conclude Bernetti, l’artista deve adottare una routine rigorosa che integri alimentazione, allenamento fisico, igiene vocale e resilienza psicologica, iniziando mesi prima dell’evento.
“La prevenzione delle problematiche fisiche non è un atto isolato, ma un percorso che coinvolge un’équipe multidisciplinare. La sfida non è cantare bene una sera, ma mantenere la stessa qualità e brillantezza per tutta la durata della manifestazione”.

Una visione che ribadisce come, anche sul palco di Sanremo, la performance sia il risultato di un equilibrio complesso tra preparazione atletica, postura e cura globale della persona.