Riviste scientifiche: quadro attuale e sfide future

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Nel numero 3/2025 di MR – Medicina riabilitativa è uscito un articolo di Franco Franchignoni (fisiatra, Novara; Past President & Life Fellow European Prm Board; Member of Senate of Experts, Uems Prm Section & Board; Hon. Member Earm ed Esprm) dal titolo “Riviste scientifiche: quadro attuale e sfide future”.

È un contributo che affronta un tema cruciale per chi fa clinica, ricerca e formazione in Medicina fisica e riabilitativa: che cosa sta succedendo oggi all’editoria scientifica biomedica, tra trasformazioni rapidissime, nuovi modelli economici e rischi crescenti per qualità e integrità dei processi di pubblicazione.

Da dove parte l’analisi

Franchignoni si collega a due lavori recenti pubblicati sulla stessa rivista e dedicati all’editoria scientifica: uno sulla peer review e uno sulla “rivoluzione open access”. In particolare, riprende i punti chiave già discussi in un suo precedente articolo:

• Questioni etiche legate a riviste e comitati editoriali, soprattutto quando mancano trasparenza e controlli adeguati, con peer review deboli e tempi lunghi di risposta e pubblicazione.

• Limiti degli indici bibliometrici (a partire dall’Impact Factor) quando diventano il criterio principale per valutare produttività e qualità della ricerca: la metrica, da strumento, rischia di diventare l’obiettivo, innescando pratiche distorsive.

• Distorsioni introdotte dal mercato open access, soprattutto quando la pubblicazione dipende dal pagamento di Article Processing Charges (Apc), con effetti rilevanti su scelte degli autori e dinamiche editoriali.

“Chi paga per che cosa?”: il nodo Open access e Apc

Il cuore dell’articolo è un ampliamento dell’analisi su interazioni e interessi tra i diversi attori coinvolti: editori, riviste open access, autori, enti finanziatori e sistemi di valutazione.

Tra gli elementi messi a fuoco:

• la pressione del “publish or perish”, con sistemi che richiedono di pubblicare sempre di più e poi valutano la qualità con pochi indicatori numerici;

• l’espansione di un’offerta editoriale for-profit molto ampia (anche con riviste dai campi di interesse “generici” e selezione più permissiva);

• l’effetto moltiplicatore di scelte che hanno reso l’Impact Factor più “diffuso” su molte riviste, aumentando l’attrattività di periodici nuovi o poco consolidati.

In questo quadro, Franchignoni descrive un possibile circolo vizioso: ricercatori pressati a pubblicare, riviste open access con Apc, indicatori bibliometrici che funzionano da “marchio” e stakeholder che rimborsano le spese e premiano la quantità anche quando la qualità non è eccelsa. Il risultato, in sintesi, è una deriva culturale che rischia di spostare l’attenzione dalla qualità e affidabilità alla métrica e al volume delle pubblicazioni.

Grey zone, riviste predatorie e integrità della ricerca

Nella discussione, l’articolo richiama anche un punto molto concreto: oggi non è sempre semplice tracciare un confine netto tra pratiche editoriali pienamente “etiche” e comportamenti “predatori”. Esiste una vasta “grey zone” in cui alcuni indicatori di qualità e rispetto delle regole vengono trascurati, senza che questo emerga immediatamente.

Da qui l’invito a un atteggiamento cauto, informato e proattivo nella scelta delle sedi di pubblicazione e nella lettura critica degli articoli. Non basta “dove è pubblicato”: diventa decisiva la capacità di valutare il contenuto e il percorso che lo ha prodotto.

Un altro passaggio importante riguarda la tutela dell’integrità scientifica: la necessità di riconoscere e prevenire pratiche scorrette come plagio, fabbricazione di dati, “paper mills”, manipolazioni, patti illeciti tra autori, fino alla produzione di manoscritti falsificati anche con software di intelligenza artificiale. Temi che incidono direttamente sulla credibilità della letteratura e, a cascata, sull’assistenza.

Due piste di lavoro: riforme e formazione

In chiusura, Franchignoni propone spunti su due livelli:

• socio-culturale: una riforma più ampia dei criteri di valutazione della ricerca, per ridurre la dipendenza da metriche semplicistiche e favorire valutazioni qualitative e di impatto reale;

• scientifico-editoriale: promuovere aggiornamenti e strumenti per ricercatori e clinici su metodologie di ricerca, integrità e scelte informate (richiamando anche risorse come Icmje, Equator Network e Think-Check-Submit).


✅ Leggi l’articolo online:
https://springerhealthplus.it/mr/archivio/riviste-scientifiche-quadro-attuale-e-sfide-future/