Paraplegico torna a camminare? Grandissimo traguardo

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

L’agenzia di stampa Askanews riprende un commento Simfer a due voci, con Maria Pia Onesta, (nella foto) coordinatrice della Sezione di Studio Simfer sulle Mielolesioni e il presidente Simfer Giovanni Iolascon, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università della Campania Luigi Vanvitelli sul caso del 33enne paraplegico tornato a camminare di cui in questi giorni hanno ampiamente parlato i media.

Riportiamo il lancio di agenzia

28 mag 19:26 – Askanews

Sanità, Simfer: paraplegico torna a camminare? Grandissimo traguardo

La recente notizia della deambulazione funzionale di un paziente paraplegico grazie a un innovativo protocollo di neurostimolazione rappresenta un traguardo di grandissimo rilievo per la medicina fisica e riabilitativa. A sottolinearlo è Simfer, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa, che invita a leggere con attenzione e rigore i dati della ricerca, senza però rinunciare a coglierne il potenziale rivoluzionario.”

Questo studio dimostra che è possibile riattivare la funzione motoria anche in persone con lesione midollare, purché vengano rispettate alcune condizioni cliniche ben definite – afferma Maria Pia Onesta, coordinatrice della Sezione di Studio Simfer sulle Mielolesioni -. Non si tratta di un protocollo applicabile a tutti, ma è un risultato concreto che ci indica la strada della riabilitazione sempre più tailor-made, centrata sulle caratteristiche specifiche del paziente. La possibilità di integrare neurostimolazione e riabilitazione intensiva sta aprendo scenari inimmaginabili fino a pochi anni fa”.

Il caso clinico – una lesione incompleta a livello T10-T11 classificata come Asia C – è stato trattato con una placca dotata di 32 elettrodi, normalmente usata nella terapia del dolore, applicata su un tratto di midollo ancora funzionale. Il paziente ha potuto camminare con ausili, grazie a un protocollo combinato di stimolazione elettrica epidurale a bassa e alta frequenza, accompagnato da un percorso riabilitativo intensivo e personalizzato.”

Non parliamo di miracoli, ma di progresso scientifico e clinico concreto – commenta il presidente Simfer Giovanni Iolascon, ordinario di Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università della Campania Luigi Vanvitelli -. I risultati ottenuti non sono casuali, ma frutto di un’applicazione sofisticata e mirata della tecnologia, associata a una presa in carico riabilitativa globale. La vera svolta è proprio questa: la ricerca ci dice che possiamo costruire soluzioni personalizzate, basate su un’attenta valutazione clinica, neurofisiologica e funzionale. Vanno sottolineati il valore, la serietà e l’autorevolezza dei ricercatori e dei clinici che hanno portato a questo traguardo, a fronte di tante proposte terapeutiche basate su premesse infondate che spesso illudono i pazienti con false promesse”.

Allo sviluppo del protocollo ha collaborato anche un team di bioingegneri della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, coordinati dal professor Silvestro Micera, che presenterà i dettagli del caso al 53° Congresso Nazionale Simfer, in programma a Napoli dal 23 al 26 novembre. Per Simfer, questa sperimentazione è un importante punto di partenza, che incoraggia a continuare a investire nella ricerca multidisciplinare, per offrire nuove possibilità di autonomia e qualità della vita a chi vive con lesioni midollari.

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