Nel corso della 78ª Assemblea Mondiale della Sanità (Wha), dedicata al tema “One World for Health”, che si è svolta nella sede dell’ONU a Ginevra dal 19 al 27 maggio 2025, il professor Antimo Moretti, tesoriere della Simfer (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa) e segretario del Comitato di collegamento tra Isprm (International Society of Physical and Rehabilitation Medicine) e Who – ha portato all’attenzione dei delegati due interventi ufficiali (statements), frutto di un lungo e approfondito lavoro di coordinamento tra varie organizzazioni internazionali, per consolidare il ruolo della Medicina Fisica e Riabilitativa a livello globale, un ruolo peraltro che la stessa Who ha ribadito più volte negli ultimi anni come essenziale.
Due in particolare i punti all’ordine del giorno su cui si è concentrato il suo intervento: la salute nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (punto 14) e la strategia globale per la salute di donne, bambini e adolescenti (punto 13.9).
Nel primo intervento, riferito all’attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdg), è stato sottolineato che la riabilitazione rappresenta una leva strategica per realizzare l’Sdg 3 (salute e benessere) e altri traguardi collegati. È stato richiamato il contenuto della storica Risoluzione WHA 76.6 del 2023, con cui l’Assemblea ha riconosciuto la riabilitazione quale strategia essenziale per la copertura sanitaria universale, capace di migliorare il benessere, ritardare il ricorso a cure a lungo termine e potenziare l’autonomia delle persone, favorendone la piena partecipazione alla vita sociale. L’appello finale è stato rivolto agli Stati Membri, affinché rafforzino l’accesso a servizi riabilitativi di qualità e a tecnologie assistive, promuovendo sistemi sanitari più inclusivi, sostenibili e capaci di rispondere alle reali esigenze delle popolazioni a livello globale.
Nel secondo intervento, è stato ribadito con forza quanto la riabilitazione sia determinante nei percorsi di cura materna e neonatale: essa può accelerare il recupero post-partum, prevenire complicanze, e promuovere il benessere a lungo termine e migliorare la qualità di vita delle madri e dei bambini. In un mondo dove la riduzione della mortalità infantile ha portato a un aumento dei sopravvissuti con disabilità, emerge il bisogno crescente di interventi riabilitativi precoci e mirati. La riabilitazione aiuta a gestire condizioni come la prematurità, i traumi alla nascita e la paralisi cerebrale infantile, promuovendo lo sviluppo ottimale dei bambini e supportando le madri anche sul piano emotivo e fisico.
Altri due statement, sempre promossi da Isprm in collaborazione con altre organizzazioni internazionali all’interno della World Rehabilitation Alliance (Wra), hanno riguardato temi di cruciale attualità, quali le emergenze sanitarie (punti 16.1, 16.3, 16.4, 17.1, 17.4), e la crisi climatica (punto 18.3).
Le emergenze sanitarie generano frequentemente bisogni riabilitativi, legati sia a condizioni preesistenti sia a nuove disabilità, spesso superiori alla capacità di risposta dei sistemi sanitari. È stato sottolineato che l’integrazione precoce della riabilitazione nelle fasi di risposta all’emergenza può migliorare significativamente gli esiti clinici, ridurre le limitazioni funzionali a lungo termine, prevenire complicanze e contenere i costi futuri.
La Isprm, con il supporto della Wra, ha quindi invitato gli Stati Membri a riconoscere la riabilitazione come parte essenziale in tutte le fasi delle emergenze; a integrare i servizi riabilitativi e le tecnologie assistive nella pianificazione e risposta alle emergenze, in linea con la Risoluzione Wha 76.6; a dotare gli emergency medical teams (Emt) di capacità riabilitative adeguate.
Nel contesto della crisi climatica, è stato posto l’accento sul fatto che i suoi effetti colpiscono tutti, ma non in modo equo: le popolazioni vulnerabili, tra cui persone con disabilità, anziani, neonati e soggetti con patologie croniche, affrontano rischi amplificati a causa di ostacoli ambientali, sociali e istituzionali. In assenza di misure mirate, le azioni contro il cambiamento climatico rischiano di rafforzare disuguaglianze preesistenti, limitando ulteriormente la mobilità, la comunicazione e l’accesso ai servizi. La riabilitazione viene pertanto indicata come componente cruciale di sistemi sanitari resilienti al clima, in grado di sostenere il recupero funzionale delle persone, promuoverne l’adattamento alle nuove condizioni e garantire una partecipazione attiva alla vita sociale, specialmente in seguito a disastri ambientali.
In questo senso, Isprm e Wra sollecitano Stati Membri e stakeholder a integrare la riabilitazione nelle politiche e nei piani nazionali su clima e salute, al fine di garantire equità nell’accesso ai servizi essenziali; rafforzare la resilienza delle comunità; salvaguardare il diritto alla salute per tutti.
«Siamo fieri delle attività svolte dai nostri soci a livello internazionale – dichiara Giovanni Iolascon, presidente Simfer – che hanno saputo esprimere con consapevolezza e forza tutto il sentire dei fisiatri italiani. Questo conferma quella che è da sempre la visione della nostra Società: quanto prodotto a Ginevra rappresenta appieno ciò che già vive nel sentire e nella pratica quotidiana della Medicina Fisica e Riabilitativa italiana».
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