Nel corso del 53° Congresso Nazionale Simfer di Napoli ampio spazio è stato dedicato ai temi dell’innovazione e dell’evoluzione dei percorsi riabilitativi nelle malattie neurodegenerative, con particolare attenzione al ruolo dell’esercizio terapeutico e delle nuove tecnologie.
Tra i contributi più significativi, l’intervento di Marianna Capecci, medico fisiatra, che ha partecipato a un corso realizzato dalla Sezione scientifica Simfer 6 – Malattie extrapiramidali e disordini del movimento, malattie neurodegenerative e rare, in congiunzione con la Sezione 14 dedicata alla cronicità, offrendo una riflessione articolata su opportunità e criticità della riabilitazione in questo ambito complesso.
Innovazione tecnologica e pratica clinica
Nel suo intervento, Capecci ha sottolineato come la riabilitazione delle persone con malattie neurodegenerative stia attraversando una fase di profondo cambiamento, trainata dall’innovazione tecnologica. In particolare, sono stati affrontati i temi della teleriabilitazione, della robotica e dei sistemi di monitoraggio digitale, evidenziandone le potenzialità nel supportare la valutazione funzionale e l’esercizio terapeutico.
Allo stesso tempo, è stato posto l’accento sulle criticità dell’implementazione di queste soluzioni, soprattutto in una popolazione spesso anziana e con disabilità evolutive, per la quale l’accesso alle tecnologie richiede attenzione, gradualità e un adeguato accompagnamento clinico ed educativo.
Educazione ed esercizio terapeutico
Un altro nodo centrale dell’intervento ha riguardato le caratteristiche dell’esercizio terapeutico nelle malattie neurodegenerative. Capecci ha richiamato la necessità di programmi strutturati, personalizzati e sostenibili nel tempo, capaci di adattarsi all’evoluzione della malattia e alle condizioni funzionali della persona.
In questo quadro, l’innovazione non è stata presentata come un fine, ma come uno strumento al servizio di una presa in carico riabilitativa più efficace, continua e integrata.
Engagement, empowerment e ruolo della comunità
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema dell’educazione della persona con disabilità, dei caregiver e della comunità. Secondo Capecci, per consentire alla persona di esprimere al meglio le proprie potenzialità, è fondamentale promuovere un supporto attivo e informato che favorisca autonomia, partecipazione sociale e qualità di vita.
Nel dibattito è emersa la presenza di carenze nei processi di engagement ed empowerment, che rappresentano oggi uno dei punti critici nei percorsi assistenziali delle malattie neurodegenerative. Proprio da questa consapevolezza nasce, però, un’opportunità: sviluppare nuove iniziative formative e progettuali all’interno delle attività di sezione Simfer, con l’obiettivo di rafforzare il coinvolgimento delle persone con disabilità e dei loro contesti di riferimento.
Un contributo in linea con il Congresso Simfer
L’intervento si inserisce pienamente nel percorso scientifico del Congresso di Napoli, che ha posto al centro il ruolo della medicina fisica e riabilitativa nella gestione delle cronicità complesse, valorizzando l’integrazione tra competenze cliniche, innovazione tecnologica e dimensione educativa.

