La tecnologia come alleata della riabilitazione: intervista a Franco Molteni

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

In occasione del 53° Congresso Nazionale SIMFER, “Ricerca e innovazione in Medicina Fisica e Riabilitativa”, in programma dal 23 al 26 novembre al Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, abbiamo raccolto la testimonianza di Franco Molteni, responsabile della Riabilitazione dell’IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi di Costamasnaga (CO), tra i protagonisti della sessione “Ricerca e Innovazione in Riabilitazione Robotica”, dove ha tenuto la relazione dal titolo “Robotica e Riabilitazione della persona con disabilità di origine neurologica: prospettive future”.

La tecnologia come moltiplicatore, non come filtro

Interpellato sul ruolo crescente delle nuove tecnologie nel percorso riabilitativo, Molteni ha delineato una visione chiara e prospettica: «La tecnologia come cura e la tecnologia come strumento di conoscenza dell’uomo che dobbiamo curare: questo è il tema del presente e del futuro. Non dobbiamo vedere la tecnologia come un filtro nel rapporto fra team sanitario e paziente, ma come un moltiplicatore delle possibilità di interazione, perché può rilevare le condizioni del paziente prima, durante e dopo le sedute di riabilitazione». Un messaggio che supera la contrapposizione tra dimensione umana e innovazione, collocando gli strumenti tecnologici in una posizione di servizio e potenziamento della relazione terapeutica.

Un nuovo paradigma: esperienza clinica e intelligenza artificiale

Secondo Molteni, siamo di fronte a un autentico cambiamento di paradigma: «All’esperienza clinica si unisce l’esperienza della tecnologia che lavora con noi. Questa unione fra l’uomo e quello che oggi definiamo “artificiale”, ma che in realtà è un soggetto con cui dobbiamo confrontarci per dare una risposta al paziente, sarà la sfida del futuro che dobbiamo assolutamente vincere». Un’affermazione che richiama la necessità di una collaborazione strutturata tra il professionista riabilitativo e i sistemi di AI, non in chiave sostitutiva ma integrativa.

L’elettroencefalografia dinamica e la finestra sul cervello

Molteni ha poi approfondito le applicazioni più promettenti nel campo del monitoraggio neurofisiologico: «È estremamente interessante vedere come sistemi complessi, come il cervello, possano essere monitorati in modo dinamico con tecniche elettroencefalografiche. L’EEG offre una finestra di conoscenza complessa, che richiede grande esperienza clinica ma necessita anche di algoritmi per analizzare i dati rilevati in situazione dinamica». La prospettiva indicata è quella di una riabilitazione sempre più ecologica e non invasiva, in cui l’intelligenza artificiale consente di decodificare in tempo reale i processi cognitivi e motori del paziente: «La tecnologia ci permetterà di capire cosa facciamo, come pensiamo, come agiamo, in modo totalmente ecologico e non invasivo, grazie all’uso di algoritmi di intelligenza artificiale.»

Il contesto congressuale

L’intervento di Molteni si è inserito nella sessione moderata da Federica Bressi (Roma) e Silvia Galeri (Bergamo), dedicata alla riabilitazione robotica nelle patologie del sistema nervoso centrale, che ha visto la partecipazione di relatori internazionali come Natacha León (Madrid) e contributi sull’implementazione clinica delle tecnologie robotiche. Il 53° Congresso SIMFER, presieduto da Giovanni Iolascon, ha posto al centro del dibattito proprio l’integrazione tra ricerca, innovazione tecnologica e pratica clinica, con una particolare attenzione all’intelligenza artificiale, alla robotica e alle neuroscienze applicate alla riabilitazione.