La riabilitazione deve essere riconosciuta come una componente essenziale e non negoziabile dei sistemi sanitari. È questo il messaggio forte e chiaro che Antimo Moretti, tesoriere Simfer, ha portato a Ginevra nel corso della 158ª sessione dell’Executive Board dell’World Health Organization, leggendo nelle giornate del 2 e 3 febbraio 2026 due statement ufficiali a nome della World Rehabilitation Alliance e dell’International Society of Physical and Rehabilitation Medicine.
I due interventi, pubblicati nella sezione ufficiale WHO dedicata ai contributi dei non-State actors, affrontano temi centrali per il futuro delle politiche sanitarie globali: la Universal Health Coverage (UHC) e il follow-up della Dichiarazione politica sulle malattie non trasmissibili (NCDs). In entrambi i casi, la riabilitazione viene indicata come elemento strutturale imprescindibile per garantire equità, sostenibilità e reale efficacia dei sistemi di cura.
Riabilitazione e Universal Health Coverage: una priorità non più rinviabile
Nello statement, dedicato alla UHC e presentato il 3 febbraio, il messaggio è netto: l’accesso universale alla salute non può dirsi realizzato se la riabilitazione continua a essere trascurata. I dati richiamati sono eloquenti: una persona su tre, a livello globale, avrebbe bisogno di interventi riabilitativi, ma la maggioranza non riesce ad accedervi. I servizi sono spesso non coperti, economicamente inaccessibili o marginalizzati per la mancanza di dati strutturati.
Per questo ISPRM e World Rehabilitation Alliance chiedono con forza che riabilitazione e funzionamento vengano integrati nei sistemi di monitoraggio della UHC, inclusi gli indicatori degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, come l’SDG 3.8.1. Un passaggio decisivo per dare visibilità, responsabilità e concretezza agli impegni assunti dagli Stati membri, anche in vista dell’High-Level Meeting ONU sulla UHC previsto per il 2027.
Malattie croniche e funzionamento: colmare un vuoto nelle politiche sanitarie
Il secondo statement, presentato da Moretti il giorno prima, affronta il tema delle malattie non trasmissibili, sottolineando una criticità ancora poco affrontata: l’assenza degli esiti di funzionamento nei sistemi di sorveglianza e valutazione delle NCDs. Se da un lato la riduzione della mortalità resta un obiettivo fondamentale, dall’altro milioni di persone vivono più a lungo con limitazioni funzionali significative, che incidono sulla qualità della vita, sull’autonomia e sulla partecipazione sociale.
Le evidenze WHO mostrano come l’aumento delle NCDs stia determinando una crescita della domanda di riabilitazione, con bisogni insoddisfatti particolarmente elevati nei Paesi a basso e medio reddito. In questo contesto, la riabilitazione viene ribadita come intervento costo-efficace lungo tutto il continuum di cura, e come leva strategica per promuovere equità e inclusione all’interno della copertura sanitaria universale.
Un contributo coerente con l’impegno internazionale di Simfer
La presenza di Simfer, attraverso il contributo di Antimo Moretti, in un contesto istituzionale di massimo livello come quello dell’Executive Board WHO, conferma il ruolo attivo della medicina fisica e riabilitativa italiana nel dibattito internazionale. I due statement rafforzano una visione condivisa: senza riabilitazione non esiste vera salute globale, e senza il riconoscimento del funzionamento non è possibile misurare l’impatto reale delle politiche sanitarie.
Di seguito, i video e i testi integrali dei due statement presentati a Ginevra.

STATEMENT 1
Agenda Item 9 – Universal health coverage
Rehabilitation is a non-negotiable pillar of Universal Health Coverage. While UHC promises access to essential services across the continuum of care, this cannot be achieved if rehabilitation remains neglected. One in three people globally could benefit from rehabilitation, yet the vast majority go without it. Services are often unaffordable, excluded from coverage schemes, and underprioritized due to insufficient data.
Rehabilitation and functioning must be integrated into UHC monitoring frameworks, including SDG indicator 3.8.1, to ensure visibility and accountability.
With the support of the World Rehabilitation Alliance, ISPRM urges Member States to act. As we prepare for the 2027 UN High-Level Meeting on UHC, we call for the full inclusion of rehabilitation in national health systems—through robust data systems, financial protection, workforce investment, and integration across all levels of care.
STATEMENT 2
Agenda Item 6 – Follow-up to the political declaration on non-communicable diseases
The International Society of Physical and Rehabilitation Medicine, with the support of the World Rehabilitation Alliance, welcomes the follow-up report to the political declaration on noncommunicable diseases.
While global efforts focus on mortality, millions are living longer with NCDs but with significant limitations in functioning. Yet functioning outcomes remain absent from NCD monitoring frameworks, limiting countries’ ability to plan services, measure health impact, and track equity.
WHO evidence shows that rising NCD prevalence is driving increased demand for rehabilitation, with unmet needs highest in low- and middle-income countries, where over half lack access to services.
Rehabilitation is a cost-effective intervention across the continuum of care, enabling functioning, independence, and participation. We urge Member States to integrate functioning data in NCD surveillance and include rehabilitation within universal health coverage.

