La gestione della rachialgia nel paziente osteoporotico è stata al centro del Corso Congiunto SIOMMMS–SIMFER “La rachialgia nell’osteoporosi: cosa può fare la riabilitazione”, un momento di confronto multidisciplinare volto a chiarire il contributo specifico della medicina fisica e riabilitativa nei percorsi di prevenzione e cura della fragilità scheletrica.
Il corso, presieduto da Giovanni Iolascon e Sergio Salomone, ha posto l’accento sulla necessità di un approccio integrato, capace di coniugare trattamento del dolore, prevenzione delle fratture e mantenimento della funzione.
Ad aprire i lavori è stato Antimo Moretti, che ha illustrato il ruolo dell’esercizio fisico come pilastro della prevenzione primaria e secondaria della fragilità scheletrica. La relazione ha ribadito come programmi di esercizio strutturato, adattati alle caratteristiche cliniche del paziente osteoporotico, rappresentino un intervento fondamentale per ridurre il rischio di caduta, migliorare la funzione muscolare e contenere l’evoluzione della rachialgia cronica.
A seguire, Alessandro de Sire ha affrontato il tema delle ortesi spinali, analizzandone pro e contro nella gestione del dolore vertebrale in corso di osteoporosi. L’intervento ha evidenziato l’importanza di una prescrizione mirata, sottolineando come l’uso appropriato delle ortesi debba inserirsi all’interno di un progetto riabilitativo individuale, evitando il rischio di immobilizzazione e decondizionamento
Il contributo di Giuseppe Falcone si è concentrato sulla terapia fisica strumentale, approfondendone razionale biologico ed evidenze scientifiche nel trattamento della rachialgia nel paziente con fratture da fragilità vertebrali. La relazione ha offerto una lettura critica delle principali tecnologie disponibili, richiamando l’attenzione sulla necessità di selezionare gli interventi sulla base delle evidenze e delle caratteristiche cliniche del paziente.
Successivamente, Giulia Letizia Mauro ha posto il focus sull’appropriatezza prescrittiva, individuando nel progetto riabilitativo individuale un elemento cardine del PDTA del paziente osteoporotico. È emerso con chiarezza come la presa in carico riabilitativa non possa prescindere da una valutazione multidimensionale e da una integrazione strutturata tra interventi farmacologici, riabilitativi e educativi.
La discussione finale ha rafforzato il messaggio condiviso del corso: nella rachialgia associata a osteoporosi, la riabilitazione rappresenta un nodo strategico del percorso di cura, non solo per il controllo del dolore, ma anche per la prevenzione della disabilità e delle complicanze. Un contributo che conferma il ruolo centrale della SIMFER nel promuovere modelli di presa in carico appropriati, integrati e basati sulle evidenze, in stretta collaborazione con le società scientifiche dell’area metabolica ossea.








