Milano, 21–22 gennaio 2026 – L’intelligenza artificiale applicata alla sanità sta vivendo una fase di forte espansione, tra nuove soluzioni tecnologiche, algoritmi sempre più sofisticati e aspettative crescenti da parte dei sistemi sanitari. Ma il vero nodo, oggi, è il passaggio dalla sperimentazione alla pratica clinica quotidiana. È stato questo uno dei temi centrali affrontati nel corso dell’AI Festival, svoltosi a Milano mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio, che ha riunito esperti del mondo accademico, della ricerca e delle organizzazioni sanitarie.
Nel corso del Festival, Lucia Ferrara, Associate Professor of Practice di Healthcare Management presso SDA Bocconi School of Management, ha sottolineato come il tema non sia più solo quello dello sviluppo di nuovi strumenti di intelligenza artificiale, ma della loro effettiva integrazione nei processi di cura. «La vera sfida», ha evidenziato, «non riguarda soltanto la potenza degli algoritmi, ma la capacità delle organizzazioni sanitarie di implementarli concretamente, rendendoli parte integrante della pratica clinica».
Un punto di vista condiviso anche da Marco Mosti, direttore generale della Fondazione Gimbe, che ha richiamato con forza la necessità di investire in ricerca e formazione. «In Italia», ha spiegato, «è fondamentale valutare con attenzione l’applicabilità dei modelli di AI sviluppati e validati all’estero, per capire se e come possano essere adattati al nostro contesto sanitario. Ricerca e formazione sono due pilastri imprescindibili per un utilizzo responsabile e realmente efficace dell’intelligenza artificiale».
Il filo conduttore degli interventi è stato chiaro: l’AI può rappresentare un fattore positivo per il miglioramento della cura e dell’assistenza ai pazienti, ma solo se accompagnata da competenze adeguate, governance organizzativa e capacità di integrazione nei servizi sanitari reali. Il passaggio «dalla teoria alla pratica», dalle progettazioni pilota all’implementazione strutturale, resta la sfida decisiva per i prossimi anni.
Su questo terreno, Simfer è da tempo attivamente impegnata. Il tema dell’intelligenza artificiale in riabilitazione è stato affrontato nei due Corsi nazionali di aggiornamento del 2025, con un focus specifico sulle applicazioni cliniche, sulle potenzialità e sui limiti delle tecnologie emergenti. Parallelamente, Simfer ha avviato una sezione scientifica dedicata all’AI, a conferma della rilevanza strategica di questo ambito per la medicina fisica e riabilitativa.
Inoltre, la Società è coinvolta in un progetto intersocietario con Sirn, volto ad approfondire l’impatto dell’intelligenza artificiale nei percorsi riabilitativi, in particolare nell’ambito neurologico, promuovendo un approccio condiviso, multidisciplinare e basato sulle evidenze.
Le riflessioni emerse all’AI Festival di Milano confermano la direzione intrapresa da Simfer: governare l’innovazione tecnologica, accompagnandola con ricerca, formazione e attenzione alla pratica clinica, per mettere davvero l’intelligenza artificiale al servizio delle persone e dei professionisti della riabilitazione.

