Infortunio Alcaraz, Bernetti su Adnkronos: “Il polso è l’anello debole dei tennisti”

Eugenio AndreattaNews Simfer

È stato pubblicato da Adnkronos l’intervento di Andrea Bernetti, segretario generale Simfer e professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento, sull’infortunio al polso che ha colpito Carlos Alcaraz. Un’analisi che riporta al centro il ruolo della medicina fisica e riabilitativa nello sport di alto livello, sempre più esposto a carichi biomeccanici estremi.

Secondo Bernetti, l’evoluzione tecnologica delle racchette – più leggere, rigide e performanti – ha reso il gioco più veloce e spettacolare, ma anche più impegnativo per il sistema muscolo-scheletrico degli atleti. In particolare, l’arto superiore è sottoposto a sollecitazioni crescenti, legate anche alle tecniche di impugnatura sempre più estreme.

Il polso rappresenta un punto cruciale: è l’ultimo segmento di una catena che trasferisce energia dagli arti inferiori e dal tronco fino all’impatto con la racchetta. «È qui che si concentrano forze molto elevate», spiega Bernetti, sottolineando come circa il 30% delle patologie dell’arto superiore nei tennisti riguardi proprio questa articolazione, con particolare vulnerabilità del lato ulnare.

Il caso di Alcaraz appare emblematico. Il tennista spagnolo è arrivato al torneo di Barcellona dopo un dispendio ravvicinato di energie, con meno di 48 ore di recupero dalla finale del torneo di Montecarlo. Un tempo insufficiente per il recupero fisiologico e microstrutturale, che può favorire l’insorgenza di infortuni da sovraccarico.

Il tutore al polso destro, osservato nelle recenti apparizioni pubbliche dell’atleta, ha la funzione di limitare i movimenti e prevenire un aggravamento della lesione. La situazione clinica ha già comportato il ritiro dai tornei successivi e pone interrogativi sulla partecipazione ai prossimi appuntamenti internazionali.

L’analisi di Bernetti evidenzia ancora una volta come la gestione dei carichi, la prevenzione e la riabilitazione rappresentino elementi decisivi nella carriera degli atleti. In questo contesto, la fisiatria si conferma una disciplina chiave non solo nel trattamento degli infortuni, ma anche nella costruzione di percorsi sostenibili di performance e salute.