Fisiatri sui media: con Il Sole 24 ore il libro di Stefano Respizzi sul benessere della schiena

Eugenio AndreattaNews Simfer

I lettori de Il Sole 24 Ore troveranno oggi in edicola con il quotidiano il nuovo libro di Stefano Respizzi, direttore di MR – Medicina Riabilitativa, intitolato “Il benessere della schiena”, con prefazione di Nicoletta, Carbone, voce di riferimento radiofonico sui temi della salute, della ricerca e della prevenzione. Così il giornale stesso presenta l’iniziativa editoriale del nostro collega e socio Simfer.

Stefano Respizzi

Il benessere della schiena
Prefazione di Nicoletta Carbone

Sei una persona tra i 45 e i 60 anni? Sei sedentario e sovrappeso? Fai un lavoro d’ufficio che ti obbliga a stare seduto a lungo? Passi molte ore in automobile? Se ti riconoscessi in una o più di queste condizioni, potresti essere una persona che soffre frequentemente di lombalgia.

Il mal di schiena, la cosiddetta lombalgia, è una esperienza dolorosa e sgradevole molto comune. I dati statistici ci dicono che circa l’80% delle persone che vivono nel cosiddetto mondo “occidentale” avrà almeno un episodio doloroso una volta nella vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce che nel 2020 la lombalgia ha colpito circa 619 milioni di persone e si stima un incremento sino a 843 milioni nel 2050. L’incremento progressivo è da intestare all’invecchiamento della popolazione mondiale. In effetti, di lombalgia si può soffrire in tutte le età, ma si verifica un incremento nell’età lavorativa e il picco di incidenza è tra i 50 e 55 anni.

La lombalgia ha il triste primato di essere la prima causa di disabilità nel mondo, in particolare se consideriamo il numero di anni vissuti con disabilità. In circa il 90% dei casi, si tratta di una lombalgia cosiddetta aspecifica, quindi senza una causa ben definita.

Date queste premesse, cosa fare per ridurre il rischio di avere male?

In questo pratico manuale destinato ai pazienti, abbiamo immaginato un lungo dialogo tra la nostra schiena che pone domande curiose e un medico che prova a dare risposte semplici e dirette, basate su quanto di più attuale propone la letteratura scientifica sul tema.

Come per tutte le malattie, anche la lombalgia ha molti fattori di rischio. Sono i più svariati, talvolta anche contraddittori. Da segnalare, tra i più importanti, il sedentarismo, il sovrappeso e lo stress. È molto facile intuire come questa triade caratterizzi la nostra società. E, purtroppo, di come questi fattori siano faticosamente modificabili.

Per cominciare, il manuale ci dà una buona notizia: la lombalgia è la condizione clinica nella quale la maggior parte delle persone può avere beneficio dalla riabilitazione. È, quindi, facilmente immaginabile come l’esercizio terapeutico sia l’arma più importante a nostra disposizione, sia per la cura, sia per la prevenzione dei sintomi.

Dobbiamo sempre ricordare che la nostra specie, homo sapiens, è potenzialmente un animale molto dinamico che la consuetudine ha trasformato in un animale molto sedentario. È una di quelle condizioni in cui l’esercizio diventa una vera e propria medicina.

Una domanda molto frequente da parte del paziente è: «da chi devo farmi vedere? Chi può darmi consigli?». Nel manuale, la risposta è semplice e perentoria: in prima battuta da un medico che è l’unica figura professionale autorizzata a fare diagnosi e a richiedere eventuali approfondimenti diagnostici (ad esempio: radiografie, risonanza magnetica, TAC e altri).

Completata questa prima fase e posta una diagnosi corretta, la figura decisiva è il fisioterapista, professionista laureato che ha il compito di curare e riabilitare i malati. Una volta risolta la fase acuta della lombalgia, per la prevenzione di nuovi episodi dolorosi, è possibile rivolgersi a un chinesiologo, professionista laureato in scienze motorie.

Il consiglio è quindi di evitare di affidarsi a persone non qualificate che propongono trattamenti miracolosi, semplicemente perché i trattamenti miracolosi non esistono. I medici hanno un compito nobile e molto impegnativo, migliorare la qualità di vita delle persone. Si parla di ars medica e lo scopo dell’arte medica è la salute, il fine è ottenerla. La medicina è, quindi, una pratica dalle mille sfumature e ancora oggi, nonostante enormi passi avanti, abbiamo ancora molto da imparare.

La lombalgia aspecifica è sicuramente da annoverare tra le condizioni in cui le cose stanno proprio così. È una condizione disabilitante, che crea preoccupazione per il ripetersi degli episodi, molto diffusa, in particolare nei paesi industrializzati.

Pur avendo la scienza fatto progressi incredibili, rimangono ancora molte aree inesplorate e questo è spesso fonte di ansia per il paziente in un mondo super tecnologico in cui ci si aspetta solo risposte chiare e definitive. La lombalgia in parte è ancora un’area inesplorata. È, quindi, una condizione che può essere di difficile gestione se non si introducono corrette azioni di tipo preventivo e che può, in particolare nelle forme croniche, alterare profondamente anche la psiche e i comportamenti sociali.

La lombalgia è molto diffusa e l’impatto sociale ed economico è molto elevato. Per questo motivo, sono frequentemente proposte soluzioni pseudo innovative, spesso spacciate come definitive, molto spesso fantasiose, basate su pratiche empiriche piuttosto che su studi scientifici seri.

Non è questo il modo corretto di procedere e si sconsiglia vivamente di affidarsi a persone (spesso si tratta di figure improvvisate, sicuramente senza una formazione sanitaria) che affermano di avere la soluzione miracolosa, non può essere così. Quindi, alla larga dai ciarlatani di vario genere!

Al contrario, è sempre consigliato un approccio scientifico multidisciplinare e multimodale, ma soprattutto personalizzato. Il fine è di valutare e gestire ogni situazione nel modo più appropriato, cercando di evitare in tutti i modi che il dolore diventi cronico.

In questo manuale di gestione quotidiana, abbiamo cercato di raccogliere quanto di più concreto, scientifico e affidabile è possibile reperire, miscelandolo con l’esperienza clinica quotidiana. Una provocazione: probabilmente la miglior cura della lombalgia aspecifica è… cercare di non averla!
E quindi, il consiglio finale è di attuare e praticare ogni tipo di prevenzione per garantire una buona salute della schiena, evitare i fattori di rischio, evitare la cronicizzazione e praticare regolarmente un allenamento specifico, mirato e costante della muscolatura addominale e della schiena.

 

BIOGRAFIA

Stefano Respizzi
Fisiatra e medico dello sport, docente universitario, membro dell’Isokinetic Médical Group, Direttore Editoriale di MR, Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa, organo ufficiale della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa.

Prefazione di Nicoletta Carbone
Voce di riferimento radiofonico sui temi della salute, della ricerca e della prevenzione, su Radio 24 conduce ogni giorno Obiettivo salute. Autrice di diversi libri e vincitrice di numerosi premi tra i quali il Premio Ischia Internazionale di giornalismo, per Il Sole 24 Ore ha scritto Il potere della gratitudine (2020) e, con Giuseppe Alfredo Iannoccari, Strategica mente (2022).

Indice

Prefazione – “Io, la tua schiena. Ti parlo prima che mi senta davvero”

Introduzione – Parliamone, una volta per tutte

Capitolo 1- Quando dici “mi fai male”

Capitolo 2 – Com’è che sono fatta?

Capitolo 3 – Ecco come funziono (quando va tutto bene)

Capitolo 4 – Le cose che mi mettono in crisi

Capitolo 5 – No, il mal di schiena non è sempre lo stesso

Capitolo 6 – Fammi vedere da chi ne capisce

Capitolo 7 – Esami? Solo se servono davvero

Capitolo 8 – Chi può aiutarti (e chi no)

Capitolo 9 – Curarmi bene si può

Capitolo 10 – Anche la mente mi pesa

Capitolo 11 – Quando le cose si complicano

Capitolo 12 – Tienimi in forma, non in croce

Capitolo 13 – I piccoli gesti che mi fanno stare meglio

Conclusioni (lettera a un paziente)

Un messaggio per te (prima che tu torni a dimenticarmi)

Per chi voglia approfondire: siti web e consigli di lettura

Ringraziamenti