Ecografia nell’ambulatorio fisiatrico: a Milano un corso Simfer per 30 medici in formazione

Eugenio AndreattaHome, La SIMFER sui media, News Simfer

Valutazione clinica e utilizzo dello strumento ecografico al centro dell’iniziativa promossa dalla Segreteria regionale Simfer Lombardia e ospitata dall’Istituto Auxologico Italiano. Antonio Robecchi Majnardi: «L’importanza dell’ecografia come strumento nella cassetta degli attrezzi del fisiatra».

Integrare l’ecografia nella visita fisiatrica, approfondirne le potenzialità nella valutazione delle patologie muscoloscheletriche e acquisire competenze di base e entualmente utili nelle procedure infiltrative. Sono gli obiettivi del corso teorico-pratico “Il ruolo dell’ecografia nell’ambulatorio fisiatrico: valutazione clinica e trattamento infiltrativo”, che si è svolto sabato 3 ottobre a Milano, nella sede di via Mosè Bianchi dell’Istituto Auxologico Italiano.

L’iniziativa, promossa dalla Segreteria regionale Simfer Lombardia, ha coinvolto una trentina di medici in formazione delle scuole di specializzazione lombarde, con un programma che ha affiancato lezioni, dimostrazioni dal vivo, discussione di casi clinici ed esercitazioni in piccoli gruppi.

Responsabili scientifici del corso Antonio Robecchi Majnardi, direttore dell’Unità operativa di Medicina riabilitativa dell’Irccs San Luca e dell’Unità operativa di Medicina riabilitativa ambulatoriale Lombardia dell’Istituto Auxologico Italiano, e Andrea Torquati, dell’Unità operativa di Medicina riabilitativa dello stesso Istituto.

L’ecografia come estensione della valutazione clinica

«La tecnologia entra nello studio di visita del medico fisiatra sempre più ogni giorno attraverso dispositivi iniettabili e attraverso strumenti di diagnostica clinica come l’ecografia», spiega Robecchi Majnardi, sottolineando la finalità formativa del corso e l’attenzione rivolta ai giovani colleghi.

Al centro dell’iniziativa, il ruolo dell’ecografia come strumento da integrare con l’esame obiettivo e il ragionamento clinico. Il razionale del corso evidenzia infatti come la possibilità di ottenere informazioni anatomiche e dinamiche in tempo reale possa contribuire ad affinare il processo diagnostico e a orientare le decisioni terapeutiche.

«Il corso ha avuto una prima parte frontale in cui è stata spiegata l’importanza dell’ecografia come strumento nella cassetta degli attrezzi del fisiatra», racconta Robecchi Majnardi.

La sessione teorica ha affrontato l’indagine ecografica come estensione della valutazione clinica, i principi fisici e tecnologici della formazione dell’immagine e i criteri di scelta tra farmaci, dispositivi e nutraceutici. Un approfondimento specifico è stato dedicato all’anatomia ecografica e agli accessi infiltrativi di spalla, ginocchio e anca, con lezioni integrate da dimostrazioni dal vivo.

Dalla teoria all’esperienza pratica

Il programma ha incluso anche interventi sulle tendinopatie e sulla preparazione delle infiltrazioni articolari ecoguidate, seguiti da un confronto su indicazioni, modalità di trattamento ed esperienze cliniche.

Nel pomeriggio, le esercitazioni su più postazioni hanno consentito ai partecipanti di utilizzare direttamente gli strumenti, accompagnati dai tutor.

Come riferisce Robecchi Majnardi, i medici in formazione hanno lavorato «prima sotto la guida dei relatori, poi progressivamente in autonomia», esplorando le possibilità dell’ecografia per osservare le strutture oltre la cute e indagare la potenziale origine del dolore muscoloscheletrico e delle alterazioni funzionali riferite dal paziente.

Un percorso formativo pensato per favorire un utilizzo consapevole, integrato e basato sull’evidenza dell’ecografia nella pratica fisiatrica quotidiana, con attenzione all’appropriatezza delle indicazioni e alla qualità della presa in carico.