La riabilitazione della persona anziana sta vivendo una profonda evoluzione grazie alle nuove conoscenze sul rapporto tra attività muscolare e funzioni cognitive. È il tema affrontato da Bruna Lombardi, fisiatra dell’Azienda USL Toscana Centro, intervenuta al 53° Congresso Nazionale Simfer di Napoli nell’ambito del Simposio congiunto Simfer–SIGG dedicato ai biomarcatori del recupero funzionale nella persona con disturbo neurocognitivo maggiore. Nel programma scientifico del congresso, Lombardi ha tenuto la relazione dal titolo “Esercizio fisico e demenza: cross-talk muscolo-cervello”, affiancata da Francesca Cecchi nella sessione dedicata alla salute cognitiva.
Secondo Lombardi, il concetto di “cross-talk muscolo-cervello” rappresenta una delle più interessanti frontiere della ricerca riabilitativa. Le evidenze più recenti mostrano infatti come il muscolo non sia soltanto un organo deputato al movimento, ma svolga anche un’importante funzione di regolazione biologica attraverso la produzione di sostanze in grado di influenzare positivamente l’attività cerebrale.
«Pensiamo di avere una nuova via della conoscenza – spiega – perché le strutture muscolari si comportano come analoghi del sistema immunitario e del sistema endocrinologico, producendo sostanze che possono incrementare l’attività cerebrale e quella motoria».
Queste acquisizioni stanno modificando profondamente anche l’approccio clinico alla persona con decadimento cognitivo. Se fino a pochi decenni fa la presenza di un importante deficit cognitivo rappresentava spesso un limite all’accesso ai percorsi riabilitativi, oggi la prospettiva è cambiata.
«Abbiamo osservato – sottolinea Lombardi – che quando migliora la funzione motoria migliorano anche l’ideazione e la capacità cognitiva. Questo ci porta a pensare che patologie un tempo considerate poco affrontabili in ambito riabilitativo possano invece essere gestite, con benefici concreti sulla qualità di vita».
Nel corso del congresso si è inoltre rinnovato il direttivo della Sezione Simfer dedicata alla riabilitazione dell’anziano. Tra gli obiettivi del prossimo triennio figurano il rafforzamento della comunicazione scientifica tra i componenti della sezione e l’aggiornamento del dossier sulla riabilitazione geriatrica, pubblicato dieci anni fa, alla luce delle nuove evidenze su decadimento cognitivo, sarcopenia e innovazioni tecnologiche.
«L’anziano è una presenza trasversale in tutte le patologie di cui si occupa la Medicina fisica e riabilitativa – conclude Lombardi – e proprio per questo è necessario aggiornare continuamente conoscenze e strumenti, affinché la riabilitazione possa rispondere alle nuove sfide poste dall’invecchiamento della popolazione».

