Il dolore cervicale è oggi uno dei disturbi muscolo-scheletrici più diffusi, e non riguarda più soltanto le persone in età avanzata. Secondo due ampi studi scientifici pubblicati nel 2023 su BMC Public Health e sul Journal of Orthopaedic & Sports Physical Therapy, uno studente universitario su due soffre regolarmente di torcicollo e oltre il 40% degli adolescenti riferisce almeno un episodio di cervicalgia nell’ultimo anno.
A incidere in modo significativo è l’uso prolungato dello smartphone e dei dispositivi digitali, che favorisce posture scorrette e sovraccarichi muscolari. Il fenomeno è noto come “tech neck”.
A fare il punto sulla prevenzione è Andrea Bernetti, segretario generale Simfer e professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento, intervistato sul numero di marzo 2026 della rivista BenEssere.
Cos’è il torcicollo e perché aumenta tra i giovani
«Il torcicollo, che altro non è che una cervicalgia associata a forte contrattura muscolare con limitazione del movimento, deriva da molte cause, ma sono soprattutto le posture sbagliate a scatenarlo», spiega Bernetti.
Negli ultimi anni, in particolare nei giovani, si registra un aumento dei casi legati al mantenimento prolungato di una posizione scorretta per fissare lo schermo dello smartphone. L’inclinazione in avanti del capo genera tensioni muscolari continue e sintomatologia dolorosa.
Un dato particolarmente significativo riguarda il carico biomeccanico: il capo umano pesa circa 5 kg in posizione neutra, ma inclinando la testa in avanti fino a 60 gradi il carico percepito sulle vertebre cervicali può arrivare a 27 kg, con una sollecitazione costante sui muscoli stabilizzatori. Nel tempo questo sovraccarico può determinare ridotta ossigenazione dei tessuti, infiammazione cronica e accelerazione dei processi degenerativi discali e articolari.
La strategia vincente: esercizio terapeutico e rieducazione posturale
La letteratura scientifica dimostra che una corretta rieducazione posturale e l’allenamento dei muscoli profondi del collo possono ridurre del 45-60% gli episodi di cervicalgia ricorrente.
«Le linee guida internazionali sottolineano come la strategia vincente sia l’esercizio terapeutico», afferma Bernetti. «Non basta muovere il collo: è necessario rieducare i muscoli profondi che fungono da sostegno per le vertebre cervicali».
I 5 esercizi consigliati
Come programma di mantenimento o prevenzione, Bernetti propone cinque semplici esercizi da eseguire quotidianamente, per circa dieci minuti al giorno, in assenza di controindicazioni valutate dal medico.
- Stretching del trapezio superiore
Da seduti, con schiena dritta, inclinare lentamente la testa verso una spalla e applicare una leggera pressione con la mano omolaterale. Mantenere 20-30 secondi e ripetere dal lato opposto. - Stretching dello sternocleidomastoideo
Da seduti, ruotare la testa a sinistra e sollevarla leggermente. Mantenere 20 secondi e ripetere dall’altro lato. - Rinforzo isometrico anteriore
Appoggiare la mano sulla fronte e spingere delicatamente la testa in avanti contro la resistenza della mano, senza muoverla. Tenere 10 secondi, ripetere 5 volte. - Rinforzo isometrico posteriore
Con la mano sulla nuca, spingere indietro opponendo resistenza. Tenere 10 secondi, ripetere 5 volte. - Mobilizzazione controllata
Da seduti, portare la testa verso il petto (flessione), sollevare il mento senza eccedere nell’estensione e ruotare lentamente il capo in senso orario e antiorario. Eseguire 10 ripetizioni.
Ergonomia quotidiana e prevenzione
Accanto all’esercizio terapeutico, è fondamentale l’educazione ergonomica. «Tenere lo schermo del computer all’altezza degli occhi, utilizzare una sedia ergonomica e fare pause ogni 30-40 minuti con movimenti cauti del capo e del collo sono abitudini semplici ma efficaci», ricorda Bernetti.
Anche la scelta del cuscino, adeguato alle proprie caratteristiche corporee e alla posizione di sonno, contribuisce a prevenire eccessi di flessione, estensione o inclinazione laterale del rachide cervicale.
Infine, nei casi di cervicalgie ricorrenti, la massoterapia rappresenta uno strumento valido nel percorso riabilitativo; come mantenimento, può essere utile un automassaggio delicato sui cosiddetti trigger point, evitando sempre manovre dolorose.
L’intervento di Andrea Bernetti conferma il ruolo centrale della Medicina fisica e riabilitativa nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi muscolo-scheletrici legati agli stili di vita contemporanei, con un approccio fondato su evidenze scientifiche, esercizio terapeutico strutturato e corretta educazione posturale.

