Realtà aumentata, sensoristica indossabile e robotica intelligente saranno al centro del corso precongressuale “Bioingegneria della riabilitazione”, in programma il 18 ottobre a Torino nell’ambito del 54° Congresso nazionale Simfer. Andrea Cereatti presenta obiettivi e contenuti di un appuntamento pensato per avvicinare ricerca tecnologica e pratica clinica.
Riabilitare significa lavorare per restituire efficienza, funzionalità e autonomia a una persona il cui organismo è stato compromesso da una malattia o da un evento traumatico. Oggi bioingegneria e tecnologie avanzate possono contribuire a rendere questo percorso più preciso, personalizzato ed efficace, mettendo a disposizione del clinico strumenti capaci di misurare meglio il funzionamento e di supportare gli interventi riabilitativi.
È da questa prospettiva che nasce il corso “Bioingegneria della riabilitazione”, in programma domenica 18 ottobre 2026 al Centro Congressi Lingotto di Torino, tra i corsi che precedono il Congresso nazionale Simfer. Responsabili scientifici sono Andrea Cereatti e Alberto Botter.
«Oggi la bioingegneria e la tecnologia ci permettono di ottimizzare il processo riabilitativo, rendendolo più rapido e massimamente efficace», sottolinea Andrea Cereatti nel video di presentazione. L’obiettivo del corso sarà infatti analizzare l’impatto clinico delle soluzioni tecnologiche più avanzate disponibili nel panorama scientifico attuale, con particolare attenzione alla loro possibile integrazione nella pratica quotidiana.
Il programma offrirà una visione articolata di alcune delle frontiere più interessanti della riabilitazione tecnologica. La realtà aumentata sarà approfondita per le sue possibilità di creare esperienze di training immersive e motivanti, con feedback in tempo reale e una maggiore personalizzazione dei compiti. La sensoristica indossabile consente invece di quantificare movimento e funzione anche nelle attività della vita quotidiana, producendo dati utili alla valutazione clinica e al monitoraggio degli esiti. La robotica intelligente apre infine alla possibilità di realizzare trattamenti ad alta intensità e ripetibilità, adattando progressivamente carico e difficoltà alle prestazioni della persona.
La mattinata si svilupperà attraverso tre sessioni principali: realtà aumentata in riabilitazione, con Mauro Gazzoni e Franco Molteni; sensoristica indossabile per il supporto alla valutazione clinica e alla riabilitazione, con Andrea Cereatti e Federica Castiglia; riabilitazione mediata dai robot intelligenti, con Alberto Ranavolo, Irene Aprile e Arash Ajoudani. A conclusione sono previste prove pratiche in gruppi, pensate per tradurre i contenuti teorici in esperienza diretta.
Un ruolo trasversale è affidato all’intelligenza artificiale, considerata nel razionale del corso come elemento capace di integrare dati provenienti da fonti diverse, individuare pattern clinicamente significativi e supportare la personalizzazione dei trattamenti. Il confronto tra professionisti punta quindi non soltanto a presentare nuove tecnologie, ma a comprenderne indicazioni, potenzialità e modalità di utilizzo consapevole e sicuro, sulla base delle evidenze disponibili.
«Sarà un momento di confronto per integrare la ricerca tecnologica nella pratica clinica quotidiana basata sull’evidenza – conclude Cereatti – e vi aspettiamo a Torino per tracciare insieme le nuove prospettive della medicina riabilitativa».
Il corso è accreditato per diverse figure professionali dell’area riabilitativa e assegna 4 crediti Ecm.
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