Nel corso della trasmissione Il Mio Medico di Tv2000 del 26 maggio, Andrea Bernetti, segretario generale Simfer e ordinario di Fisiatria all’Università del Salento, ha illustrato il ruolo delle terapie conservative nel trattamento dell’artrosi, con particolare attenzione all’artrosi del ginocchio.
Durante la trasmissione, Bernetti ha spiegato come la valutazione fisiatrica parta dall’analisi dei sintomi riferiti dal paziente, in particolare dolore e difficoltà nelle attività della vita quotidiana, soprattutto durante il cammino. La visita comprende la valutazione della mobilità articolare, della flessione e dell’estensione del ginocchio, oltre alla ricerca di eventuali segni di attrito articolare o dolore alla palpazione delle strutture coinvolte.
Un aspetto sottolineato nel corso dell’intervento riguarda il fatto che il dolore artrosico non coinvolge soltanto l’articolazione, ma può interessare anche tendini, legamenti e strutture extra-articolari. Bernetti ha ricordato come, in molti casi, possano associarsi tendinopatie dovute alla difficoltà della muscolatura nel sostenere correttamente il movimento articolare.
Ampio spazio è stato dedicato alle infiltrazioni articolari, descritte come parte di un approccio terapeutico multimodale. Tra le sostanze utilizzate sono stati citati l’acido ialuronico, il PRP – plasma ricco di piastrine – con finalità rigenerative e antinfiammatorie, oltre ad altre soluzioni come collagene e ossigeno-ozonoterapia.
Bernetti ha inoltre evidenziato l’importanza dell’utilizzo della guida ecografica nelle infiltrazioni articolari, sottolineando come questa metodica permetta di seguire in tempo reale il percorso dell’ago e di migliorare precisione e sicurezza della procedura, soprattutto nelle articolazioni profonde come l’anca.
Nel corso della puntata si è parlato anche delle onde d’urto focali, tecnologie utilizzate in fisiatria per il trattamento di alcune forme dolorose e delle tendinopatie associate all’artrosi. Bernetti ha spiegato che queste terapie, effettuate dal medico secondo le linee guida internazionali, consentono di stimolare i processi rigenerativi e di ridurre indirettamente l’infiammazione locale.
Secondo quanto illustrato durante la trasmissione, i trattamenti con onde d’urto prevedono generalmente cicli da tre a sei sedute, con frequenza settimanale, e possono contribuire alla riduzione del dolore e al miglioramento funzionale del paziente.
Un’occasione importante insomma per diffondere al grande pubblico una maggiore conoscenza delle possibilità offerte oggi dalla medicina fisica e riabilitativa nella gestione conservativa dell’artrosi, attraverso approcci personalizzati, integrati e supportati dalle più recenti tecnologie.

