Antonio Robecchi Majnardi sulle complicanze internistiche in riabilitazione

Eugenio AndreattaHome, News Simfer

Il 53° Congresso Nazionale SIMFER di Napoli, svoltosi dal 23 al 26 novembre 2025, ha offerto un’importante occasione di confronto sulle sfide attuali della specialità. A margine dei lavori congressuali, abbiamo raccolto le riflessioni del dott. Antonio Robecchi Majnardi, direttore dell’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa di Auxologico Mosè Bianchi (Istituto Auxologico Italiano) e direttore della U.O. di Medicina Riabilitativa Ambulatoriale Lombardia del Dipartimento di Neuroriabilitazione di Auxologico IRCCS. È inoltre membro del Consiglio di Presidenza della SIMFE.

Robecchi Majnardi è stato uno dei protagonisti della sessione intitolata “Le complicanze internistiche in riabilitazione”, svoltasi nel pomeriggio di lunedì 24 novembre presso la Sala Dione – Elettra e moderata da Paolo Capodaglio e Luigi Tesio. In questa cornice, il fisiatra ha tenuto una specifica relazione dal titolo “Le insidie delle complicanze internistiche nel setting riabilitativo”.

Ai nostri microfoni, il fisiatra ha sottolineato come la gestione delle complicanze internistiche rappresenti un tema sempre più saliente nell’attività clinica quotidiana, che il medico si trova a dover fronteggiare trasversalmente in tutti i setting di cura, che si tratti di ricoveri diurni, attività ambulatoriali integrate o assistenza sul territorio.

Il fisiatra ha evidenziato che la medicina riabilitativa odierna attraversa un’epoca caratterizzata da problematiche molto complesse, fortemente legate all’invecchiamento della popolazione. Tra le sfide maggiori emergono il fenomeno dell’antibiotico-resistenza e le criticità connesse alla polifarmacoterapia, una condizione che vede i pazienti assumere sempre più spesso numerose terapie farmacologiche sovrapposte.

Queste nuove urgenze si sommano a quelle che sono le problematiche internistiche storicamente più note, come le infezioni nosocomiali, le complicanze cardiologiche e quelle pneumologiche, elementi che da sempre caratterizzano e complicano il decorso clinico dei pazienti.

L’insorgenza di queste complicanze rappresenta una criticità profonda poiché, come ricordato da Robecchi Majnardi, finisce per interrompere i percorsi riabilitativi. Tali percorsi costituiscono lo strumento di cura fondamentale attraverso il quale il fisiatra prende in carico la disabilità del paziente, con l’obiettivo ultimo di migliorarne l’outcome funzionale e favorire il ritorno a una condizione di normalità.